14 agosto 2019: un anno dalla tragedia del ponte Morandi

14 agosto 2019: un anno dalla tragedia del ponte Morandi

43 morti, un migliaio di persone senza casa e un intero paese sotto shock: ecco tutto quello che è successo dal crollo del viadotto a oggi.

14 Agosto 2019
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Genova, 14 agosto 2018. Sono le 11.36 di un mattino di pioggia quando il viadotto Morandi, quello che affettuosamente i genovesi chiamano ponte di Brooklyn, crolla all’improvviso. Un incubo: una tragedia che scuote l’Italia intera e che si porta via la vita di 43 persone. Tantissime, eppure poche, se si considera che su quel ponte, in giorni più trafficati, passavano migliaia di persone e il bilancio dei morti avrebbe potuto essere ancora più drammatico. Ma oltre al lutto per chi è precipitato nel vuoto, c’è anche il dramma di chi, da un giorno all’altro, è costretto a lasciare per sempre la propria casa: gli abitanti di via Fillak e via Porro vivono in palazzine troppo vicine al ponte pericolante e devono lasciare per sempre i loro appartamenti. Il 18 agosto 2019 ai solenni funerali di Stato sono solo per 19 delle 43 persone morte: i genovesi sono arrabbiati, molto arrabbiati. Come è possibile che una struttura del genere sia caduta così, all’improvviso? Il neonato esecutivo giallo-verde, l’auto-proclamatosi governo del cambiamento, individua subito il responsabile: Autostrade per l’Italia, che non avrebbe eseguito i lavori di manutenzione necessari. Mentre la procura di Genova cerca di chiarire se la responsabilità della tragedia sia davvero di Autostrade, Genova rimane spezzata in due. Solo il 28 giugno 2019 quel che resta del ponte viene abbattuto definitivamente. E prima del 2020 sarà impossibile avere un nuovo viadotto sul Polcevera: l’unica certezza è che costerà almeno 220 milioni di euro.

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