Le cose da sapere sul caso Vincent Lambert

Avviata all'ospedale di Reims la procedura per interrompere le cure al 42enne, tetraplegico da 10 anni. Ma i genitori si oppongono: «I medici sono dei mostri». La vicenda divide la Francia.

20 Maggio 2019 08.34
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All'ospedale di Reims, è stata avviata la procedura per lo stop delle cure a Vincent Lambert, il tetraplegico in stato vegetativo da dieci anni diventato il simbolo del dibattito sul fine vita in Francia, malgrado l'opposizione dei genitori: è quanto scrivono i media francesi. «Lo stanno uccidendo, senza averci detto nulla, sono dei mostri», ha detto la madre di Lambert riferendosi alla decisione dei medici di staccare la spina al figlio. Citata da Bfm-Tv, la donna aggiunge di averlo «appreso questa mattina via mail». Mentre il suo legale, Jean Paillot, denuncia uno «scandalo assoluto».

DANNI CEREBRALI IRREVERSIBILI

Nonostante i nuovi ricorsi giudiziari presentati dai genitori, i medici hanno dunque applicato, da questa mattina, la decisione del Consiglio di Stato di interrompere le cure a Lambert. Per il 42enne in stato vegetativo cronico dopo un incidente stradale subito nel 2008 che gli ha provocato danni cerebrali «irreversibili», secondo gli esperti, è stata dunque interrotta ogni forma di alimentazione ed idratazione. La moglie di Lambert, suo nipote e sei fratelli hanno accettato la decisione dei medici. Mentre i genitori, ferventi cattolici, si oppongono. E ieri hanno partecipato ad un corteo con circa 200 persone davanti all'ospedale dove è ricoverato il figlio, chiedendo che resti in vita.

I RICORSI DEI GENITORI RESPINTI

I ricorsi dei genitori sono stati respinti prima dal Consiglio di Stato, poi dalla Corte europea per i diritti umani: «Non ci arrenderemo», ha proclamato il loro legale, Jerome Triomphe, «stiamo preparando una serie di ricorsi ulteriori dopo questo annuncio fatto deliberatamente violando gli impegni internazionali della Francia e il diritto internazionale». Il Consiglio di Stato, la massima giurisdizione amministrativa, aveva dato il suo benestare alla sospensione delle cure il 24 aprile, confermando la decisione collegiale dei medici dell'ospedale di Reims.

L'ULTIMO APPELLO ALL'ONU

I genitori di Vincent – 42 anni, vittima di un grave incidente stradale nel 2008 – sono ferventi cattolici, contrari all'eutanasia, e hanno in questi anni presentato decine di ricorsi. L'ultimo, ancora in sospeso, è stato depositato davanti al Comitato di protezione delle persone handicappate dell'Onu (OHCHR), che ha chiesto alla Francia di sospendere qualsiasi decisione di interruzione delle cure in attesa di un'istruttoria sul caso. La ministra della Salute, Agnès Buzyn, ha però dichiarato, domenica scorsa, che la Francia non è legalmente tenuta ad osservare questa disposizione.

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