Alaphilippe ha vinto la Milano-Sanremo 2019 di ciclismo

Alaphilippe ha vinto la Milano-Sanremo 2019 di ciclismo

23 Marzo 2019 16.13
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Il francese Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick-Step) ha vinto la 110esima edizione della Milano-Sanremo di ciclismo, la classicissima di primavera lunga 291 chilometri. Al secondo posto si è piazzato il belga Oliver Naesen, mentre in terza e quarta posizione si sono classificati due campioni del mondo, Michal Kwiatowski e Peter Sagan. Migliore degli italiani Vincenzo Nibali, ottavo.

È LA 14ESIMA VITTORIA DELLA FRANCIA

Prima della gara Sagan, tre volte campione del mondo su strada e vincitore di un Giro delle Fiandre e di una Parigi-Roubaix, aveva indicato la via: «Per essere sicuri di vincere, bisogna attaccare sul Poggio; arrivare allo sprint in via Roma è sempre un rischio». Non è bastato. Alaphilippe Ha dato la scossa proprio lì, a 6 chilometri dall'arrivo, nel tratto più duro del Poggio, poi si è preso la gloria sul traguardo: è stata una vittoria capolavoro quella del francese, autore di una volata lunga e di potenza: si è confermato il ciclista più forte del momento. È la 14esima vittoria alla Francia nella corsa della Riviera dei Fiori.

ALAPHILIPPE DOMINATORE DI QUESTO INIZIO DI PRIMAVERA

Una gara perfetta quella del 27enne dominatore di questo inizio di primavera (due tappe della Tirreno-Adriatico e la "Strade Bianche") che gli aveva cucito addosso la casacca, non sempre portafortuna, di favorito numero uno della vigilia. Ma da fuoriclasse qual è, ha messo in fila tutti i migliori, confermandosi un talento in piena esplosione. Insieme con la sua squadra, ha deciso la corsa a una manciata di chilometri dall'arrivo, dopo il tentativo di Fausto Masnada, l'ultimo ad arrendersi, sulle prime rampe della Cipressa (pendenza media del 4.1%). Una volta ripreso lui, la corsa è esplosa, come da pronostico, con lo strappo di Alaphilippe, che trascinato da un generoso Gilbert ha sgretolato il gruppo (con Elia Viviani che perdeva terreno) e si è portato dietro tutti i migliori (con lui Trentin, Kwiatkwowski, Naesen, Van Aert, Sagan e Valverde).

«LA SQUADRA MI HA PROTETTO COME SE FOSSI UNO SPRINTER»

A 2 chilometri dal traguardo ci ha provato l'azzurro della Mitchelton-Scott (che poi chiuderà decimo) ma il suo allungo, come quello dello sloveno Matej Mohoric, non è andato a buon fine. Il vincitore a caldo ha detto: «Non avrei mai immaginato di vivere una giornata così, la squadra mi ha protetto come se fossi uno sprinter. Ho cercato di fare selezione sul Poggio ma non è stato sufficiente, quando è partito Trentin mi sono sentito sollevato, perché era partito uno dei più pericolosi. Poi sono riuscito a fare la differenza».

ATTACCO DI TRENTIN E POI VOLATA DEL FRANCESE

I corridori si erano dati battaglia fin dal mattino con una fuga molto ben nutrita (Masnada, Maestri, Tonelli, Sagiv, Raggio, Schonberger, Henttala, Peron, Planet e Poli) che ha guadagnato quasi 6' sul gruppo e che si si è sgretolato via via, con Masnada, come detto, ultimo ad arrendersi ai piedi del Poggio. Poi è stata la volta di Niccolò Bonifazio, ma è stato ripreso a 2,5 chilometri dall'inizio della salita del Poggio. Lì è stato il momento dell'entrata in scena dei big, con l'attacco violentissimo di Trentin e la volata mozzafiato di Alaphilippe che ha affiancato Kwiatkowski, il primo a sprintare, riuscendo a rimanergli a ruota e poi superandolo negli ultimi metri per il fantastico e più giusto finale.

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