Violante-Grillo, scintille su Stato-mafia

Redazione
21/08/2012

Iscrizione ufficiale alla battaglia in corso. È quello che ha fatto il responsabile Riforme del Partito democratico Luciano Violante, che...

Violante-Grillo, scintille su Stato-mafia

Iscrizione ufficiale alla battaglia in corso.
È quello che ha fatto il responsabile Riforme del Partito democratico Luciano Violante, che ha dichiarato a proposito di trattativa Stato-mafia: «Vogliono abbattere Napolitano e Monti».
«PROGETTO POLITICO». Ma chi? In una intervista a IlSussidiario.net nel giorno della sua partecipazione al meeting di Rimini, l’ex presidente della Camera si è lanciato nella mischia e ha individuato la squadra dei nemici: «È un progetto politico portato avanti da diversi soggetti. Grillo, Di Pietro e Il Fatto quotidiano costituiscono uno schieramento politico-mediatico che ha l’obiettivo di utilizzare i processi in corso contro il Quirinale e contro il governo».
LA VENDETTA DI GRILLO. Beppe Grillo ha preso le difese del gruppo, attaccando l’accusatore.
Sul suo blog è comparso un ironico e tagliente post sulla carriera del politico longevo e trasformista: «Luciano Violante, deputato per otto legislature: VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV superato però da Clemente Mastella con nove (che, per giunta, ha sei anni di meno). Entrato nel Pci, poi Pds, quindi Ds, indi Pd(menoelle) e domani forse nel Menoelle».
Dito puntato sulla resistenza nelle stanze del Palazzo: «Il Pci lo candida deputato nel 1979. Luciano entra alla Camera e ci rimane fino al 2008. Un trentennio».
«VIOLANTE, QUANTE AMNESIE». Quindi l’insinuazione più pungente, quella sulla trattativa: «In parlamento fa parte della commissione d’inchiesta sul caso Moro ed è presidente della Commissione parlamentare Antimafia dal 1992 al 1994 (nel periodo della trattativa mafia-Stato, ndr). Soggetto a frequenti amnesie, conferma solo il 23 luglio 2009, sentito dai magistrati di Palermo, le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla proposta di incontrare ‘in modo riservato, a quattr’occhi’ il padre Vito Ciancimino, avanzata da Mario Mori, comandante del Ros, nel settembre del 1992 quando Violante era presidente della Commissione parlamentare Antimafia. L’incontro doveva inserirsi nell’ambito delle ‘garanzie politiche’ richieste da Ciancimino per la trattativa fra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni durante la stagione delle stragi. In passato Violante non aveva mai fatto cenno a tale richiesta, ma dichiarò grazie a un prodigioso ritorno della memoria ‘Mori mi disse: Ciancimino vuol parlarle’».

«Il difensore degli oppressi» che fece l’occhiolino al Cav

Poi la stoccata del leader del Movimento 5 stelle, sotto un paragrafo intitolato ‘Difensore degli oppressi’, che ha fatto riferimento al famoso intervento alla Camera nel 2003, argomento Silvio Berlusconi (guarda il video): «L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta», disse il deputato dei Democratici di sinistra mentre Piero Fassino, seduto a fianco, provava a nascondersi la faccia con le mani.
IL SUO «NUOVO POPULISMO». Infine il riferimento esplicito a un intervento di Violante a La Stampa di Torino il 20 agosto 2012 (elogiato da Sandro Bondi): «Un populismo giuridico sta reindirizzando il reinsorgente populismo italiano. Quello di Berlusconi attaccava le procure. Questo cerca di avvalersene avendo individuato in quelle istituzioni i soggetti oggi capaci di abbattere il ‘nemico’ e di affermare un presunto nuovo ordine, che non si capisce cosa sia».
Lo scontro frontale sulla trattativa è lontano da una soluzione pacifica.