Violenza in Siria: ucciso un giornalista anti regime

Redazione
22/08/2012

Mentre l’Esercito sta mettendo a ferro e fuoco due quartieri periferici di Damasco, sale il numero delle vittime negli scontri....

Violenza in Siria: ucciso un giornalista anti regime

Mentre l’Esercito sta mettendo a ferro e fuoco due quartieri periferici di Damasco, sale il numero delle vittime negli scontri.
Secondo gli attivisti anti-regime sono almeno 40 i morti a Kfar Suse, dove 22 carri armati hanno fato scudo ai soldati che intanto sono impegnati a rastrellare le case e a uccidere indiscriminatamente gli uomini che si trovano davanti. Nel vicino Nahr Eisha gli elicotteri «hanno lanciato razzi».
AVEVA LAVORATO PER UN QUOTIDIANO GOVERNATIVO. Tra le vittime, il giornalista siriano Musaab al Awdallah, sostenitore della rivolta anti-regime e originario della martoriata regione meridionale di Daraa.
Awdallah lavorava da anni al quotidiano governativo Tishrin nella sezione culturale ma da mesi seguiva come freelance indipendente gli eventi in presa diretta criticando apertamente i crimini commessi dal regime.
L’uomo è stato ucciso dai soldati fedeli al presidente Bashar al Assad.
Lo hanno riferito testimoni locali citati dagli attivisti di Nahr Aisha, sobborgo di Damasco, dove è avvenuto il crimine.
Le fonti di Nahr Aysha hanno raccontato che i militari governativi siriani sono penetrati nel sobborgo perquisendo le abitazioni civili alla ricerca di attivisti giustiziando 22 giovani. Tra questi c’era anche Musaab Awdallah.
OLTRE MILLE PERSONE UCCISE AD ALEPPO. Intanto anche ad Aleppo è pesantissimo il bilancio dell’offensiva lanciata dall’esercito siriano. Si contano oltre mille persone uccise, civili e militari, solo durante il mese islamico di Ramadan appena concluso e che è coinciso di fatto con le prime quattro settimane di battaglia ad Aleppo tra ribelli e governativi.
Lo stimano gli attivisti anti-regime, che tuttavia non precisano il numero esatto di civili, né distinguono se tra i militari vanno annoverati i ribelli armati e i soldati fedeli al governo di Damasco.
In un rapporto di 13 pagine e diffuso ai media dalla Rete di notizie di Aleppo (ANN.AlepNews) – la principale piattaforma di cittadini-giornalisti della città più popolata della Siria – sono tra l’altro sintetizzati i numeri di un mese di violenze: 1002 uccisi tra Aleppo città e dintorni e circa 25 mila gli aleppini fuggiti in Turchia.
SOPRATTUTTO A NORD DELLA CITTÀ, AD AZAAZ. I giornalisti di Aleppo riportano nel dettaglio le circostanze dove sono stati uccisi il maggior numero di civili: un centinaio ad Azaaz (a Nord della città) il 15 agosto; 40 di fronte a una panetteria a Qadi Askar, quartiere di Aleppo il 16 agosto; 21 di fronte alla panetteria Kanjo nel quartiere Mayssar il 17 agosto; 45 corpi senza vita rinvenuti nel quartiere di Salah ad Din il 10 agosto.
Secondo il rapporto, attualmente sono un centinaio le scuole di Aleppo adibite a ricovero d’emergenza degli sfollati e una trentina sono i rioni in mano all’Esercito libero.