Vittoria Puccini parla del contratto collettivo nazionale degli attori e delle attrici italiane

Camilla Valerio
08/01/2024

È stato firmato il 20 dicembre 2023 e sanicisce tutele e garanzie alla categoria come la parità di salario tra uomini e donne.

Vittoria Puccini parla del contratto collettivo nazionale degli attori e delle attrici italiane

Il 20 dicembre 2023 è stato siglato il Contratto Collettivo Nazionale degli attori e attrici italiane dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, l’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo (Unita) e le associazioni datoriali Anica, Ape e Apa. Grazie a questa firma chi lavora nel mondo degli audiovisivi è riconosciuto a tutti gli effetti come un lavoratore o una lavoratrice godendo così delle rispettive tutele e garanzie.

Vittoria Puccini, la presidente di Unita è soddisfatta ma si può fare di più

La presidente dell’Unione nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo nata qualche anno fa per lottare per i diritti dei lavoratori dello spettacolo, Vittoria Puccini, ha affidato a Il Corriere della Sera le sue impressioni sul traguardo raggiunto. In generale, l’attrice si è mostrata soddisfatta di ciò che la categoria è riuscita ad ottenere in termini di garanzie e tutele soprattuto rispetto all’idea che fare l’attore è sicuramente bellissimo ma è prima di tutto un lavoro. Solo pochi fortunati, infatti, guadagnano tanto da questo mestiere mentre  «la capacità contrattuale della stragrande maggioranza», ricorda Puccini, «è ridotta all’osso. Si è visto in maniera drammatica durante la pandemia. Tanti si sono trovati senza rete.» Guardando al futuro Puccini mette sul piatto due temi, da un lato come per Hollywood c’è da approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale per cui ci sarà «un tavolo ad hoc per definire meglio i dettagli e monitorare le evoluzioni». Dall’altro lato c’è l’esigenza di sviluppare un sistema di welfare pensato per questo settore. Secondo Puccini, infatti, «la proposta del governo è l’ennesimo bonus che non risolve il problema».