Vittorio Emanuele di Savoia morto a 86 anni: addio al figlio di Umberto II

Redazione
03/02/2024

L'annuncio della famiglia reale: «Si è spento serenamente a Ginevra circondato dalla sua famiglia». Era sposato con Marina Doria ed era padre di Emanuele Filiberto.

Vittorio Emanuele di Savoia morto a 86 anni: addio al figlio di Umberto II

È morto Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia Umberto II e di Maria José, nonché padre di Emanuele Filiberto. Avrebbe compiuto 87 anni il 12 febbraio. Ad annunciare il decesso, avvenuto a Ginevra, una nota della Real Casa di Savoia: «Alle 7.05 di sabato 3 febbraio 2024, sua altezza reale Vittorio Emanuele, duca di Savoia e principe di Napoli, si è serenamente spento in Ginevra, circondato dalla sua famiglia. Luogo e data delle esequie saranno comunicati appena possibile».

L’esilio fino al 2002, poi il giuramento di fedeltà alla Costituzione

Vittorio Emanuele di Savoia ha vissuto in Svizzera fino al 2002, quando venne abolita la norma costituzionale che obbligava gli eredi maschi di casa Savoia all’esilio (la Costituzione entrata in vigore nel 1948 aveva stabilito il divieto di ingresso e soggiorno in Italia per gli ex-sovrani, loro consorti e discendenti maschi di casa Savoia). Nel 2002, con un comunicato emesso da Ginevra, prese ufficialmente le distanze dalle leggi razziali, per la prima volta nella storia di casa Savoia. Sempre nel 2002 furono pubblicate dichiarazioni in cui accettava la fine della monarchia. Dopo l’abolizione dell’esilio, insieme con il figlio giurò per iscritto e senza condizioni fedeltà alla Costituzione repubblicana e al presidente della Repubblica, rinunciando in tal modo esplicitamente a qualunque pretesa dinastica sullo Stato italiano.

Le vicende giudiziarie, dal caso Dirk Geerd alle accuse di corruzione

Nel corso degli anni alcuni scandali legati a vicende giudiziarie hanno contrassegnato la vita di Vittorio Emanuele, che è sempre stato prosciolto dalle accuse più gravi e condannato solo per porto abusivo di armi da fuoco a sei mesi con la condizionale. Nel 1978 venne arrestato dalla giustizia francese per l’omicidio del tedesco Dirk Geerd Hamer, colpito da un proiettile mentre dormiva in una barca in Corsica e morto dopo quattro mesi di agonia. Nel 1991 venne assolto per l’uccisione, ma condannato a sei mesi per porto abusivo d’arma da fuoco. Nel 2006, poi, il mandato d’arresto firmato dalla procura di Potenza con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’indagine legata al casinò di Campione d’Italia. Difeso da un collegio di avvocati tra cui Giulia Bongiorno, Vittorio Emanuele riuscì a ottenere prima gli arresti domiciliari a Roma e, in seguito, l’assoluzione con formula piena «per non aver commesso il fatto».