Roma, chiesti quattro mesi per Vittorio Sgarbi: ha paragonato Virginia Raggi a Ciancimino

Redazione
09/11/2023

L'attuale sottosegretario è accusato di diffamazione aggravata dopo aver dichiarato, durante una puntata di Matrix in tv: «La Roma di oggi è come la Palermo di allora. E la sindaca, distratta dalla difesa della città, è oggettivamente complice di questa azione criminale».

Roma, chiesti quattro mesi per Vittorio Sgarbi: ha paragonato Virginia Raggi a Ciancimino

La Procura di Roma ha chiesto la condanna a quattro mesi per Vittorio Sgarbi. L’attuale sottosegretario ai Beni culturali è stato accusato di diffamazione aggravata nei confronti di Virginia Raggi. Durante la puntata del 21 febbraio del 2018 di Matrix, prima delle elezioni politiche, Sgarbi ha attaccato l’allora sindaca di Roma per aver previsto l’abbattimento di un edificio liberty in Piazza Caprera, nel quartiere Trieste. Nel criticarla, il sottosegretario ha paragonato la Capitale alla Palermo di Vito Ciancimino. Quest’ultimo, esponente della Dc, è stato condannato nel 1992 per associazione mafiosa e corruzione.

Cos’ha detto Sgarbi: «Raggi complice di un’azione criminale»

Sgarbi, durante la puntata, ha dichiarato: «L’annunciata distruzione di ville liberty a Roma, denunciata da me e da Italia Nostra per primi, conferma la più inquietante delle prospettive: la Roma di oggi è come la Palermo di Ciancimino. E il sindaco di Roma, distratto dalla difesa della città, è oggettivamente complice di questa azione criminale. M5S a Roma oggi è come la Democrazia cristiana a Palermo degli anni ‘70». L’udienza è prevista per il 30 gennaio 2024. Virginia Raggi, assistita dall’avvocato Alessandro Mancori, non ha commentato le richieste del pm.

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Il sottosegretario ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi (Imagoeconomica).

La precedente condanna nel gennaio 2021

Non si è trattato, però, della prima volta. Vittorio Sgarbi è già stato condannato nel gennaio 2021 dal tribunale monocratico di Roma al pagamento di una multa di mille euro e a una provvisionale di 10 mila euro. Il reato, anche in quel caso, è stato quello di diffamazione aggravata a mezzo stampa nei confronti di Virginia Raggi. In un video del dicembre 2016, infatti, l’attuale sottosegretario ha attaccato l’allora sindaca di Roma con affermazioni che ne avrebbero offeso «l’onore e la reputazione».

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