Vivere a Chippubetsu

Alessandro Giberti
20/10/2010

Il paese giapponese dove un lotto costa quattro euro.

Vivere a Chippubetsu

Perdere 1.040 residenti in 20 anni, per qualsiasi piccolo paesino di campagna in qualsiasi grande Paese industrializzato (e non solo), è affare da mettere nel conto.
Una delle linee di frattura del modello ideato dal politologo norvegese Stein Rokkan per delineare la formazione dei moderni Stati-nazione è proprio quella che ha visto contrapposte il centro alla periferia. In sintesi estrema: la modernità è anche descritta dagli spostamenti della popolazione dalle campagne verso le città (basti pensare alle attuali migrazioni interne cinesi).
Ma a Chippubetsu, profondo nord giapponese, tutto questo pare non interessare. L’amministrazione non ha voluto rassegnarsi alla diaspora demografica e al conseguente declino economico-produttivo. E quindi al diavolo il modello di Rokkan, si doveva escogitare un modo per ripopolare la landa desolata che al momento conta soltanto 2.758 abitanti.

Un lotto a quattro euro

Uno yen a metro quadro è parsa la soluzione. Da agosto quindi, le autorità cittadine hanno messo sul mercato 13 lotti di 460 metri quadri ciascuno, al modico prezzo di 460 yen (pari a circa quattro euro).
Al momento ne sono già stati assegnati 10, otto a famiglie “forestiere”, soprattutto di Tokyo e Sapporo; e due a locali. Ne sono rimasti liberi tre, e le richieste non mancano di certo. In ogni caso le ultime assegnazioni non sono ancora state decise (per chi volesse tentare, al +81 0164 332111, risponde l’ufficio competente all’accoglimento delle domande).
Ma attenzione: speculatori e freddolosi stiano alla larga da Chippubetsu. Nelle clausole di acquisto dei terreni, infatti, il comune ha fatto specificare che su ciascun lotto debba essere costruita un’abitazione di almeno 65 metri quadrati entro tre anni, e che si faccia domanda per la residenza trasferendosi nel piccola località per minimo cinque anni consecutivi. Il desclaimer per chi soffre il freddo, invece, è arrivato direttamente dall’amministrazione: «Sarebbe meglio acquistare il terreno soltanto dopo avere provato la stagione invernale».