Vivere da re (all’inglese)

Barbara Ciolli
24/09/2010

La casa reale chiese al governo i soldi destinati ai poveri.

Vivere da re (all’inglese)

Un nuovo scandalo mina la credibilità della casa reale britannica. Nel 2004 i sovrani chiesero allo Stato di togliere soldi ai poveri per non rinunciare ai fasti di Buckingam Palace. Il governo britannico disse di no, ma tacque la notizia agli inglesi, consapevole che avrebbe avuto ricadute pesantissime per l’immagine della Real Casa.
Ora l’Independent ha rivelato la verità, mostrando all’opinione pubblica le prove dei tentativi fatti dalla famiglia reale per ottenere fondi altrimenti destinati al Welfare, all’Istruzione e alla Cultura, con cui coprire le gravose spese di luce e gas dei propri palazzi.

La regina voleva 1 milione all’anno per le bollette

Secondo gli atti di cui il quotidiano inglese è venuto in possesso grazie al Freedom of Information legislation, la legge sulla libertà d’informazione che in Gran Bretagna garantisce il libero accesso a tutti i documenti statali, nel 2004 lo staff della regina Elisabetta si lamentò ripetutamente con il governo per l’aumento di circa il 50% delle bollette: 1 milione di sterline l’anno (circa 1milione e 200 mila euro), diventati «insostenibili» per la Corona.
I reali inglesi pretendevano anche più soldi per gestire le loro proprietà, in aggiunta ai 15 milioni di sterline già garantiti dallo Stato, e finanziamenti speciali per ammodernare le condutture elettriche e di riscaldamento di Buckingam Palace e del Castello di Windsor.
I finanziamenti che la regina tentava di ottenere per gas ed elettricità sarebbero stati distratti da un progetto contro la povertà, riservato all’assistenza dei cittadini con redditi bassi o privi di dimora.
Il fondo, amministrato dal dipartimento per l’Ambiente, distribuisce finanziamenti per riscaldare scuole, ospedali, amministrazioni comunali e associazioni che si occupano di housing sociale.

La Corona costa 38 milioni (di sterline) ai contribuenti

Sulle prime, l’allora governo laburista vacillò, incerto se venire incontro o meno alle pretese reali a scapito delle fascie sociali più deboli. Poi decise per il no.
Ma intanto l’incaricato per la tesoreria della regina insisteva con il dipartimento statale per la Cultura, la Comunicazione e lo Sport: “Poiché siamo già beneficiari di un fondo di sussistenza (i 15 milioni di sterline, ndr), potremmo avere i requisiti anche per un sussidio per cambiare le quattro unità combinate dell’impianto per elettricità e riscaldamento di Buckingam Palace e del Castello di Windsor”.
I contribuenti britannici pagano 38 milioni di sterline l’anno per il sostentamento della Corona.
Alcuni degli edifici che in caso di disponibilità del governo avrebbero beneficiato dei sussidi sono le dimore di lusso in cui attualmente vivono gli appartenenti minorenni alla famiglia reale.