Caos voli in Sardegna: stop di Solinas alla continuità aerea

28 Marzo 2019 14.54
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Allacciate le cinture di sicurezza, si parte. La prima mossa del presidente della Regione SardegnaChristian Solinas (Psd'Az-Lega) – è un brusco stop e un'inversione sulla continuità aerea da e per l'Isola.

LE TARIFFE AGEVOLATE PER I RESIDENTI SARDI

L'annuncio arriva a poche settimane dalla sua entrata in vigore – il 17 aprile, nella settimana di Pasqua – quando ancora non c'è un titolare dell'assessorato ai Trasporti. Il bando bloccato, firmato dalla Giunta uscente di centrosinistra, prevede una mobilità aerea a prezzi agevolati e bloccati per i residenti sardi da Cagliari, Olbia e Alghero direzione Roma (40 euro più tasse) e Milano (49 più tasse) e viceversa.

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I PALETTI DELL'UE E IL RICORSO DI RYANAIR

La gara era stata vinta a gennaio solo da Alitalia grazie a un ribasso del 31%. Niente da fare per le altre 10 tra cui Ryanair e AirItaly (ex Meridiana, prima ancora ex Alisarda) che rischiava così di perdere la sua storica base in Gallura. Posti in più e tariffe calmierate per i sardi hanno però una contropartita: la compensazione, ossia soldi pubblici per circa 45 milioni di euro all'anno fino al 2021. Ed è da sempre su questo che l'Unione europea pone dei paletti a cui si aggiunge l'opposizione della compagnia irlandese low cost. Prima Ryanair ha presentato un ricorso al presidente dalla Repubblica, poi un'istanza alla Commissione europea per sollecitare l'apertura di un'indagine in dirittura d'arrivo. Per questo Solinas, appena insediato, sostiene che comunque il bando non avrebbe avuto un futuro. E il suo confronto con i vertici di Bruxelles, per ironia della sorte, è avvenuto in videoconferenza proprio per la scarsità di voli.

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NEL NUOVO BANDO ERANO PREVISTI PIÙ POSTI

I parametri di gara sulla continuità territoriale sono basati su uno studio del Centro interuniversitario (Cagliari e Sassari) per le ricerche economiche e mobilità. Il traffico aereo nei principali scali tra il 2014 e il 2018 oscilla tra i 2,7 e i 3 milioni di passeggeri: un numero stabile su cui pare non aver influito il regime di continuità, senza le apparenti storture di mercato condannate dalla Ue. Nel nuovo bando era previsto un aumento dei posti del 12% (da quasi 2 milioni e mezzo a circa 3 milioni e 600 mila): un onere di servizio ritenuto da Ryanair «immotivato». Diversa la politica di AirItaly (alias Qatar Airways dopo il salvataggio dal fallimento un anno fa): prima ha annunciato l'addio allo scalo di Olbia, con contestazioni dei sindacati e dello stesso ministro alle Infrastutture Danilo Toninelli, poi la svolta. Ossia volare con gli obblighi della continuità ma senza alcuna compensazione economica per un anno. Una scelta legittima e possibile per tutte le compagnie. La mossa ha di fatto bloccato i voli Alitalia da Olbia. Il risultato è un caso da manuale con una confusione tra i due vettori e i potenziali viaggiatori: fino a ieri chi doveva viaggiare acquistava Alitalia per sicurezza. Ma oggi è un altro giorno, appunto.

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LE DUE OPZIONI SUL TAVOLO

Che succede, ora? La nuova Giunta di centrodestra (ancora non ci sono i nomi) dovrà formulare un altro bando e aprire una nuova gara. Nel frattempo non si sa quali saranno le regole. Due le opzioni più accreditate per il periodo di transizione. La prima è la proroga dell'attuale sistema di continuità territoriale: numero di posti invariati e voli con prezzi bloccati per i residenti, 'fluidi' per gli altri viaggiatori con aumenti al massimo fino al triplo durante la stagione estiva. La seconda – e non a caso sono stati subito convocati in Regione i dirigenti Alitalia – è la richiesta di far viaggiare la compagnia aggiudicataria senza compensazioni economiche ma con gli oneri di servizio, sulla scia di quanto deciso da AirItaly e Olbia. Una scelta da fare a stretto giro, entro l'8 aprile. Ancora nessuna riserva è stata sciolta, anche se la perdita di milioni di euro sarebbe un brutto colpo per una compagnia arrivata quasi alla fine dell'amministrazione straordinaria.

LA RICETTA DI SOLINAS

Oltre ai rilievi attesi dall'Ue e oltre il segno di discontinuità con i suoi predecessori quale è la continuità aerea sognata da Solinas? Da ex assessore ai Trasporti nella Giunta Cappellacci ha già una proposta: il ritorno al regime di continuità anche sugli scali minori, la cosiddetta continuità 2. E in effetti secondo gli stessi studi utilizzati da Pigliaru il 20-25% dei passeggeri che transitano da Roma e Milano sono in realtà diretti altrove. Ecco quindi l'idea di reintrodurre Bologna, Verona, Napoli, Torino e Firenze. Solinas promette un'immediata interlocuzione con Bruxelles che però potrebbe rivelarsi un campo minato. Nel 2014 sempre dal Vecchio continente la stangata era arrivata proprio sulla mini continuità, il presidente era Pigliaru, i ricorsi (ancora) di Ryanair e Meridiana. Allora il punto era la sovrapposizione di rotte sotto continuità e low cost. Ora il capitolo è da riscrivere con Pasqua alla porte e subito dopo l'attesa stagione estiva.

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