Per la nomina di von der Leyen alla Commissione c’è la grana Vestager

10 Luglio 2019 17.27
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Le prime mosse di Ursula von der Leyen, ministra della Difesa tedesca, candidata alla presidenza della Commissione europea, non sono state di buon auspicio per il voto di conferma che la attende la settimana prossima al parlamento europeo. Prima i socialisti non sono rimasti soddisfatti dal pacchetto di nomine con la delfina di Merkel nel posto più ambito di palazzo Berlaymont, tanto da costringerla a guardare anche alla destra dei conservatori. E poi lei ci ha messo del suo, andando a “degradare”, da definizione del quotidiano danese Politiken, Margrethe Vestager, la star della Commissione uscente nonché la candidata alla presidenza del partito liberale europeo, che è la terza colonna su cui dovrebbe reggersi la maggioranza di von der Leyen.

VON DER LEYEN: «TIMMERMANS PRIMO VICEPRESIDENTE»

Vestager infatti secondo le intese strette la settimana passata con il gruppo Renew Europe, come si chiama l’ex partito liberale dopo l’ingresso dei macroniani francesi, doveva essere vicepresidente della Commissione con il socialista Frans Timmermans. E invece von der Leyen il 10 luglio ha dichiarato che Timmermans sarà il «primo vicepresidente», ma «Vestager avrà una posizione eccezionale all’interno della Commissione perché ha fatto un lavoro eccezionale». Von der Leyen ha provato a correre ai ripari precisando che la commissaria danese «avrà una posizione allo stesso livello alto di Timmermans» e che «abbiamo bisogno di lei nel campo in cui ha operato splendidamente». Ma ai liberali la mossa non è piaciuta affatto.

The liberal grp, #RenewEurope in which we sit @Europarl_EN, questioned proposed candidate for President of the EU Commission, Ursula von der Leyen, today. Rather evasive on appointment of our nominee, Margrethe Vestager as Commission VP, as agreed last wk. #LibDemMEPs #LibDems pic.twitter.com/X1NhkD9IC3— Phil Bennion MEP ? #FBPE (@PhilBennion) 10 luglio 2019

RENEW EUROPE: «NOSTRO VOTO NON SCONTATO»

«È inaccettabile e molto preoccupante. Noi del gruppo liberale abbiamo posto questa condizione come condizione per concludere un accordo»,  ha commentato per esempio Morten Løkkegaard (V), membro liberale del parlamento Ue a Politiken. E la linea dei danesi è stata confermata dal leader di Renew Europe Dacian Ciolos dopo l’incontro con Ursula von
der Leyen: «Chiediamo un chiaro mandato sul ruolo di Vestager,
attendiamo e decideremo se appoggiarla o meno, il nostro voto
non va dato per scontato».

«NON STIAMO CHIEDENDO LA CONCORRENZA, MA LA VICEPRESIDENZA»

Ciolos ha anche aggiunto di stare chiedendo per Vestager il portafoglio della concorrenza, a cui ambisce l’Italia. «Sta al presidente della
Commissione Ue decidere il portafoglio» dei commissari, «noi non
vogliamo imporlo, ma intendiamo solo essere chiari sulla
posizione di Vestager» nell’esecutivo comunitario, «che dovrà
essere allo stesso livello di Timmermans»

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