La diretta del voto del parlamento di Londra sulla Brexit

15 Gennaio 2019 14.34
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Il D-Day della Brexit è arrivato. La Camera bassa del parlamento del Regno Unito ha bocciato il Withdrawal Agreement, il cosiddetto "accordo May", con 432 voti contrari e solo 202 favorevoli (clicca qui per gli aggiornamenti). Dopo il voto, il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory che è previsto venga discussa il 16 gennaio. Corbyn ha parlato di «sconfitta devastante», ha accusato la premier d'essersi negata al dialogo con l'opposizione per scongiurare un no deal e di aver privilegiato gli interessi del Partito Conservatore su quelli del Paese.

Ha infine auspicato che la Camera dia il suo «verdetto sull'incompetenza di questo governo», anche l'ipotesi che l'esecutivo venga sfiduciato appare remota. La premier ha dichiarato subito dopo il voto che non intende dimettersi. L'accordo disciplina i termini dell'uscita del Regno Unito dalla Ue e, nelle scorse settimane, è stato contestato sia dalle forze politiche contrarie alla Brexit, sia dalle fazioni favorevoli a uno strappo con Bruxelles più netto di quello previsto dal Withdrawal Agreement.

  • La diretta video della seduta alla House of Commons.

DALLA SFIDUCIA AL REFERENDUM BIS: LE OPZIONI IN CASO DI BOCCIATURA

May può comunque rimanere in sella e cercare nei prossimi giorni di convincere i deputati necessari a fare passare l'intesa. La mozione di sfiducia alla premier Theresa May non è affatto scontato che passi senza i voti del Dup. I deputati nordirlandesi, infatti, si erano detti pronti a sfiduciare May solo se il Withdrawal Agreement dovesse essere approvato. Chi spinge per una caduta del governo è il leader laburista Jeremy Corbyn, che puntando a Downing Street preme per elezioni anticipate in disaccordo con la base del partito, favorevole a un secondo referendum sulla Brexit. La bocciatura dell'accordo May porterà verosimilmente il Regno Unito a chiedere un rinvio della data del divorzio dalla Unione europea, fissata ora al 29 marzo 2019. Il rinvio – si parla di maggio o luglio – deve essere accordato dagli altri 27 Paesi membri all'unanimità.

LA DIRETTA DEL VOTO

21.39 – DIRETTA TERMINATA

Clicca qui per gli aggiornamenti.

21.07 – IL DUP VOTERÀ A FAVORE

Il portavoce del Dup, il partito degli unionisti nordirlandese, ha annunciato che voterà la fiducia a Theresa May nel voto di domani. I 10 voti del Dup sono decisivi per assicurare la maggioranza al governo.

20.59 – JUNCKER: «SALE IL RISCHIO NO DEAL»

«Con rammarico prendo nota del risultato del voto» ma «da parte Ue il processo di ratifica dell'accordo di recesso prosegue»: così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. «Il rischio di un'uscita disordinata è aumentata con il voto di stasera. Mentre non vogliamo che accada, la Commissione proseguirà il suo lavoro per assicurare che l'Ue sia pienamente preparata. Chiedo al Regno Unito di chiarire le sue intenzioni il prima possibile. Ci siamo quasi», conclude.

20.51 – CORBYN CHIEDE LA SFIDUCIA

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory. La mozione sarà discussa domani. Corbyn ha parlato di «sconfitta devastante», ha accusato la premier d'essersi negata al dialogo con l'opposizione per scongiurare un no deal e di aver privilegiato gli interessi del Partito Conservatore su quelli del Paese. Ha infine auspicato che la Camera dia domani il suo «verdetto sull'incompetenza di questo governo».

20.45 – MAY NON SI DIMETTE

Theresa May ha chiesto alle opposizioni di presentare una mozione di fiducia sul suo governo stasera, per discuterla domani e vedere se l'esecutivo dispone ancora del sostegno di una maggioranza. La premier ha detto che il no all'accordo è chiaro, ma che non sono emerse chiaramente altre proposte sul tavolo. E ha insistito, in caso di fiducia, sulla volontà di andare avanti e di continuare a lavorare per attuare la Brexit.

20.41 – BOCCIATO L'ACCORDO DELLA MAY

Si riapre la partita della Brexit: l'accordo sul divorzio dall'Ue raggiunto a novembre dalla premier Tory, Theresa May, con Bruxelles è stato bocciato dalla Camera dei Comuni britannica con 432 no contro 202 sì. La ratifica è stata negata con uno scarto di 239 voti, molto pesante per il governo.

18.00 – MAY PARLERÀ ALLA CAMERA DOPO IL VOTO

La premier Theresa May ha fatto sapere che parlerà alla Camera al termine del voto. È attesa una dichiarazione anche da parte del leader dell’opposizione Jeremy Corbyn.

17.30 – IL MINISTRO COX: «IL PIANO B SARÀ UGUALE AL PIANO A»

Il piano B, in caso di bocciatura della ratifica dell'accordo sulla Brexit non potrà essere altro che una nuova versione del medesimo piano A. Lo ha detto ai Comuni l'attorney general, Geoffrey Cox, ultimo ministro a intervenire nel dibattito prima della premier e del voto. «L'Accordo di recesso dovrà tornare in aula nella stessa forma e con molto dello stesso contenuto», ha tagliato corto Cox rispondendo sulle intenzioni dell'esecutivo di fronte alla prevedibile no della Camera di stasera.

16.30 – MOSCOVICI: «UN VOTO DALLE CONSEGUENZE DECISIVE»

Il commissario europeo Pierre Moscovici ha dichiarato: «Il voto di stasera è un voto molto importante dalle conseguenze decisive che appartiene al Regno Unito. Non posso commentare qualcosa che non si è ancora svolto, siate pazienti, la Commissione parlerà subito dopo».

14.30 – I QUATTRO EMENDAMENTI AMMESSI

Sono quattro gli emendamenti ammessi al voto dallo speaker, John Bercow, prima della resa dei conti sull'accordo sulla Brexit. Due provengono dai ranghi dell'opposizione e sono stati promossi rispettivamente dal leader laburista, Corbyn, e dal capogruppo dell'Snp (indipendentisti scozzesi), Ian Blackford. Mentre gli altri due sono patrocinati due deputati Tory brexiteer, Edward Leigh e John Baron. Non sono stati ammessi invece fra gli altri due emendamenti potenzialmente favorevoli al governo, nonché quello presentato dai Liberaldemocratici per un voto su un ipotetico secondo referendum. L'emendamento Corbyn, se approvato, imporrebbe al governo di tentare «ogni possibile opzione» per evitare un no deal. Quello di Blackford aprirebbe le porte a un'estensione dell'articolo 50 e un rinvio dell'uscita dall'Ue oltre il 29 marzo. Mentre quelli di Leigh e di Baron prendono di mira il backstop, meccanismo di garanzia preteso dall'Ue nell'accordo a tutela del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord.

14.00 – BERLINO L'ACCORDO NON CAMBIA

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha detto di immaginare che, nel caso di un voto negativo sulla Brexit, vi possano essere nuovi colloqui, tuttavia non crede che l'accordo sul tavolo possa cambiare nella sostanza. «Se stasera andasse male, ci potrebbero essere ancora colloqui», ha affermato a Strasburgo. «Non credo tuttavia che si possano mettere soluzioni aggiuntive sul tavolo che nulla hanno a che fare con quello che è stato negoziato». L'accordo «resta quello che è», e sull'ipotesi di modifiche si è detto «scettico».

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