Voto a luglio, numeri e cose da sapere su un’opzione storica

07 Maggio 2018 18.06
Like me!

Le nuove elezioni politiche a luglio, chieste a gran voce da Lega e Movimento 5 stelle per scongiurare ogni ipotesi di «governo neutrale» suggerita dal capo dello Stato Sergio Mattarella, sarebbero una doppia novità. Per la prima volta, infatti, gli italiani sarebbero chiamati alle urne in estate inoltrata (in passato si è votato al massimo il 27 giugno). E sarebbe anche la prima volta che si svolgono due elezioni politiche nello stesso anno.

LA LEGISLATURA PIÙ BREVE. Per non parlare del record della legislatura più corta, che sarebbe frantumato: nel 1994 e nel 1996 le Camere furono sciolte dopo appena due anni, questa volta si tratterebbe di una manciata di mesi.

SERVONO ALMENO 60 GIORNI. Il parlamento deve essere sciolto dal presidente della Repubblica tra i 45 ei 70 giorni prima della data fissata per le elezioni politiche. Per avere il minimo di 45 giorni previsto, così da consentire il voto il 22 luglio, dunque, le Camere andrebbero sciolte al massimo il 7 giugno. Tuttavia, il ministero dell'Interno ha in più occasioni fatto rilevare che affinché la macchina elettorale proceda spedita e senza intoppi, tra lo scioglimento e il voto di giorni ne servono almeno 60: il che vorrebbe dire sciogliere le Camere il 23 maggio.

FINESTRA TRA OTTOBRE E NOVEMBRE. A rallentare il complesso ingranaggio del procedimento elettorale sono soprattutto gli adempimenti relativi al voto degli italiani all'estero, che si esercita per corrispondenza. Se si tornasse a votare il 22 luglio, la prima seduta delle nuove Camere nella 19esima legislatura si terrebbe lunedì 6 agosto. Se le Camere venissero invece sciolte entro la metà di settembre, la finestra per tornare al voto sarebbe tra la fine di ottobre e la fine di novembre: in questo lasso temporale dovrebbero tenersi elezioni regionali in Trentino e in Basilicata. Se così fosse, l'Italia voterebbe per la prima volta per le politiche in autunno: fino ad ora le elezioni si sono sempre tenute tra marzo e giugno, tranne che nel 2013, quando si votò il 24 e 25 febbraio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *