Voto, Mediaset spinge il Cav

Redazione
22/08/2012

Che l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avesse in mente un ritorno in campo lo si sapeva. Ma che a...

Voto, Mediaset spinge il Cav

Che l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avesse in mente un ritorno in campo lo si sapeva.
Ma che a tirargli la volata fosse Mediaset, l’azienda di famiglia, no.
Secondo quanto riportato da La Stampa, mercoledì 22 agosto, sarebbero, infatti, infondate le voci che hanno descritto un Cavaliere deciso a non combattere rischiando magari una sconfitta alle urne. 
Il nocciolo della questione è da un’altra parte: in casa per la precisione. Da una parte i tre figli di Veronica Lario (Barbara, Eleonora e Luigi) sembrano frenare non poco il ritorno del padre ma dall’altra a rincuorarlo (tanto da essere annoverato tra gli sponsor più convinti) c’è il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.
«NON PUÒ TIRARSI INDIETRO». Giorni fa il numero uno di Cologno Monzose si sarebbe confidato con un amico e gli avrebbe spiegato perché a suo avviso Berlusconi non può proprio più tirarsi indietro.
Il senso del ragionamento è: dopo tutto quanto ha costruito, che peccato se Silvio concludesse così ingloriosamente la parabola politica e umana, con un ritiro dalla lotta senza nemmeno tentare il riscatto. Sembrerebbe una fuga.
Invece, secondo Confalonieri Berlusconi può ancora farcela: se non a vincere, a riportare in parlamento almeno gran parte del patrimonio elettorale, per continuare a dire la sua, male che vada da leader dell’opposizione.

Per il Giornale avrebbe già pronto il discorso da fare agli italiani

Berlusconi non ha lasciato trapelare nulla.
Salvo che, come ha svelato il Giornale è esatto che davanti a una settantina di ospiti nella villa di Punta Lada, avrebbe tenuto a Ferragosto le prove generali del discorso alla nazione, quello in cui spiegherebbe i motivi del suo «rieccomi» (esordirebbe scusandosi per la rivoluzione liberale mancata, ne darebbe la colpa all’architettura costituzionale, chiederebbe una maggioranza schiacciante per poterla cambiare).
Avrebbe promesso anche un rinnovamento totale delle liste: largo quindi a facce nuove. 
Per il nome del partito Silvio aveva resuscitato Forza Italia, cosa poi smentita proprio da lui definendo il tutto «un equivoco».
Sono mesi che il Cavaliere sta riflettendo sui pro e contro della sua sesta ricandidatura. L’unica a crederci fino in fondo è stata finora Daniela Santanché
PRESSING DEL PDL. L’intero gruppo dirigente del Popolo della libertà lo avrebbe sollecitato a rompere gli indugi. «Se aveva così tanta voglia di tornare al timone da «bruciare» un candidato come Angelino», hanno affermato in coro il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, quello al Senato Maurizio Gasparri e l’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa «eviti per favore di tenere tutti col fiato sospeso».
Anche perché il tempo stringe e la macchina organizzativa deve mettersi in moto. Urge sapere chi sta al comando. 
Osvaldo Napoli, vice capogruppo Pdl alla Camera, che degli umori di partito è l’antenna più fine si è lasciato scappare solo che «fino a quando il Presidente non scioglie la riserva, noi viviamo tutti nel limbo: i quadri dirigenti e, quel che più conta, gli elettori».
Confalonieri può sciogliere la prognosi.