Al via l’iter di riforma per permettere ai 18enni di votare per il Senato

Martedì 14 maggio la legge per abbassare l'elettorato attivo approda in Commissione Affari costituzionali della Camera. Al lavoro il tandem M5s-Pd.

10 Maggio 2019 15.19
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Per gli oltre 4 milioni di under 25, per l'esattezza 4.127.851, potrebbe arrivare il diritto di voto per eleggere il Senato. La proposta di riforma costituzionale sull'elettorato attivo per Palazzo Madama inizierà il suo iter martedì 14 maggio alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove il presidente Giuseppe Brescia la ha incardinato, dando l'incarico di relatore a Valentina Corneli (M5s) e a Stefano Ceccanti (Pd), quindi con un approccio bipartisan, dopo lo scontro con i Dem sulla riforma taglia-parlamentari.

PACE M5S-PD DOPO LE TENSIONI SULLA RIFORMA TAGLIA-PARLAMENTARI

La proposta presentata da M5s, a prima firma di Brescia, è nata dopo una polemica con il Pd e con Ceccanti che aveva presentato un emendamento alla legge taglia-parlamentari che abbassava l'eta del voto per il Senato a 18 anni, parificandola con quella della Camera. L'emendamento fu dichiarato inammissibile per "estraneità di materia", tesi contestata dai Dem e da Ceccanti per il quale c'è un nesso tra il numero dei parlamentari e l'elettorato attivo e passivo, oltre che con le funzioni delle Camere.

BRESCIA: «NORMA ANACRONISTICA»

Brescia si era impegnato a incardinare quanto prima un ddl autonomo con questa riforma. «Dobbiamo superare una norma anacronistica», ha spiegato Brescia, «che, come ricorda giustamente il collega Ceccanti, è legata a un tempo in cui la maggior età si raggiungeva a 21 anni». «Con questa iniziativa mantengo l'impegno istituzionale assunto durante il dibattito sulla riduzione del numero dei parlamentari approvato dalla Camera. Dalle opposizioni è arrivata una richiesta che nel merito la maggioranza ha condiviso e ho deciso di presentare un testo di partenza molto semplice e calendarizzarlo subito».

RIFORMA NON PREVISTA DAL CONTRATTO DI GOVERNO

«Ho voluto nominare due relatori, uno di maggioranza e di opposizione, per favorire un percorso condiviso e arrivare in tempi rapidi a una soluzione. Questa proposta è fuori dal contratto del cambiamento scritto dalla maggioranza, ma il parlamento ha il dovere di intervenire con autentico spirito costituente», ha concluso Brescia. La differenza di età come requisito per poter votare alla Camera e al Senato, ha comportato due corpi elettorali diversi, con frequenti risultati elettorali diversi per i due rami del parlamento.

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