Mirko Vucinic condannato a 2 anni per evasione fiscale: sequestri per 6 milioni di euro

Redazione
20/10/2023

L'ex attaccante di Juventus, Roma e Lecce non avrebbe dichiarato guadagni per circa 13 milioni tra il 2014 e il 2017, quando giocava per l'Al Jazira Club. La difesa prepara l'appello. Intanto scattano le confische di ville e moto.

Mirko Vucinic condannato a 2 anni per evasione fiscale: sequestri per 6 milioni di euro

Mirko Vucinic, ex attaccante di Juventus, Roma e Lecce, è stato condannato a 2 anni di reclusione. Si è concluso così il processo a carico dell’ex calciatore, accusato di evasione fiscale. Il bomber montenegrino non avrebbe dichiarato guadagni per circa 13 milioni di euro, in periodi di imposta che vanno dal 2014 al 2017. Il pm Massimiliano Carducci aveva chiesto 4 anni di reclusione, ma la giudice monocratica del Tribunale salentino, Valeria Fedele, ha dimezzato la pena. Disposto anche il sequestro di ville, moto e appartamenti per il valore complessivo di poco meno di 6 milioni di euro. E a questo si aggiungerà il risarcimento del danno non patrimoniale per l’agenzia dell’Entrate.

Per i legali Vucinic era in Arabia Saudita

Per la difesa, guidata dall’avvocato Antonio Savoia, la presenza di Vucinic in quegli anni è stata occasionale. L’attaccante, infatti, era legato all’Al Jazira Club e il suo contratto regolava anche la contribuzione da versare al Fisco. Secondo la Procura, invece, l’ex calciatore ha passato gran parte del tempo in Italia per curare i propri interessi. Soprattutto perché nello stesso periodo ha combattuto con un grave infortunio al ginocchio che lo ha portato, poi, al ritiro dal mondo del calcio. Nel 2019 Vucinic è così finito sotto processo dopo un decreto di citazione diretta a giudizio e la conferma in Cassazione di un sequestro di beni eseguito dai finanzieri di Lecce.

Mirko Vucinic condannato a 2 anni per evasione fiscale sequestri per 6 milioni di euro
Mirko Vucinic durante un match con la maglia della Juventus (Getty Images).

La difesa pronta all’appello

La Corte di Cassazione aveva sostenuto che Vucinic «ha mantenuto in Italia il centro dei propri interessi, come evidenziato, tra l’altro, dal fatto che la famiglia non avesse mai trasferito la residenza da Lecce». E ancora: «Per verificare quale Paese debba ritenersi di effettiva residenza sono stati presi in considerazione alcuni criteri tra cui il possesso di un’abitazione permanente, il centro degli interessi vitali e il luogo in cui si soggiorna abitualmente». Ora la difesa proporrà l’appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza.