Il crollo di Wall Street ha affossato le Borse europee

Il crollo di Wall Street ha affossato le Borse europee

27 Dicembre 2018 20.03
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Il tonfo e poi la grande rimonta. In una seduta altamente volatile, sintomo del nervosismo degli investitori, Wall Street è arrivata a perdere oltre il 3% per poi, in un rush dell'ultima ora, chiudere in positivo. Il Dow Jones è salito dell'1,12% in seguito a un balzo di 850 punti nei 90 minuti finali. Il Nasdaq ha chiuso a +0,38% mentre lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,83%. Non riescono a godere del rally dei listini americani le piazze europee, che hanno chiuso tutte in profondo rosso. Piazza Affari ha perso dell'1,81%, scendendo sui minimi dal dicembre 2016, con Carige che tracolla del 18,75%. Una flessione decisa la registra anche Francoforte (-2,37%), seguito da Londra (-1,5%), e Parigi (-0,6%).

DOCCIA FREDDA PER WALL STREET

La seduta a Wall Street si apre in forte calo sui timori di una frenata dell'economia. Poi peggiora con il dato sulla fiducia dei consumatori, motore dell'Azienda America. A dicembre, secondo le rilevazioni del Conference Board, è scesa ai minimi degli ultimi cinque mesi, con la percentuale degli americani che prevede la creazione di nuovi posti di lavoro nei prossimi mesi crollata del 6,1% al 16,6%, in quello che è la flessione maggiore degli ultimi 41 anni. Un tonfo che innervosisce ancora di più gli investitori andandosi a sommare alle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, a un possibile licenziamento del presidente della Fed Jerome Powell e allo shutdown americano, giunto ormai al sesto giorno.

UN QUADRO SEGNATO DALL'INCERTEZZA

Con la paralisi del governo americano, il cui costo è stimato in circa 1,2 miliardi di dollari a settimana, gli investitori iniziano a ritrovarsi senza dati economici e quindi non in grado di avere un quadro completo sull'economia. In questo quadro l'incertezza regna sovrana e la volatilità è protagonista. Una volatilità che lascia Wall Street in corsa per chiudere il peggior dicembre dalla Grande Depressione. «C'è di sicuro una crescente preoccupazione sullo stato dell'economia, sulla Fed e sulla confusione a Washington», affermano alcuni analisti, convinti che «fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza su cosa Washington vuole fare e su come la farà, i mercati faticheranno a trovare una direzione».

LA FED SPAVENTA I MERCATI

La Fed e la sua politica monetaria sono nel mirino degli analisti, così come Powell è in quello di Donald Trump, che non risparmia neanche il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Il timore che la banca centrale alzi i tassi troppo velocemente spaventa Wall Street, così come hanno spaventato le parole di Powell durante la sua ultima conferenza stampa sulla normalizzazione del bilancio. Il presidente della Fed ha detto infatti di non intravedere la possibilità che la banca centrale riveda la sua politica del 'pilota automatico' nel ridurre il bilancio della Fed. Ai mercati che guardano Powell con scetticismo, si aggiunge l'ira di Trump sul presidente della Fed. Un incontro fra Trump e Powell «potrebbe essere utile», afferma Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, descrivendo il rapporto fra i due come un «titolo azionario che cerca il fondo» per riuscire a invertire rotta: una volta che l'avrà trovato, ci saranno solo vantaggi». Powell nel 2019 avrà i riflettori puntati addosso anche alla luce della maggiore trasparenza che ha imposto alla Fed: il presidente della banca centrale terrà una conferenza stampa dopo tutte e otto le riunioni della Fed. In molti però si chiedono se Powell resisterà per l'intero 2019.

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