Walmart a dieta

Redazione
24/01/2011

di Irene Gatti La salute dipende anche, e soprattutto, da quello che mangiamo. Nemmeno un colosso della grande distribuzione come...

Walmart a dieta

di Irene Gatti

La salute dipende anche, e soprattutto, da quello che mangiamo.
Nemmeno un colosso della grande distribuzione come il più volte
contestato gruppo americano Walmart può prescindere da questo
dato. Così, Walmart ha
annunciato l’avvio di un piano quinquennale per mettere in
riga migliaia di suoi prodotti alimentari confezionati,
rendendoli più salutari ma anche più convenienti e accattivanti
agli occhi dei consumatori.
MENO SALE, ZUCCHERO E GRASSI. La ‘dieta’
prevede una riduzione media del 25% del sodio (cioè il comune
sale), del 10% degli zuccheri e la rimozione totale dei grassi
trans, parzialmente idrogenati: va insomma a colpire tre killer
micidiali per il cuore, oltre che per la linea.
Per contenere i costi e offrire alimenti a prezzi più bassi, la
strategia è invece di intervenire su più fronti della
cosiddetta supply chain, cioè dell’intero percorso che va
dai fornitori al distributore, per esempio attraverso nuove
politiche di approvvigionamento e trasporto.

Anche Michelle Obama contro l’obesità

A sostegno di questo cambiamento epocale Walmart ha chiamato
nientemeno che la First Lady. Invito che Michelle Obama ha
accolto volentieri, visto che è da tempo impegnata nella
campagna Let’s Move!
(letteralmente ‘muoviamoci!’), nata per contrastare il
problema dell’obesità infantile.
Oggi negli Stati Uniti circa un bambino su quattro è obeso: un
dato impressionante, che la Casa Bianca vuole riportare a livelli
più normali nel giro di una generazione. E per farlo usa ogni
arma a sua disposizione: dall’orto biologico presidenziale
alla promozione di un’attività fisica costante per tutti,
grandi e piccoli.
IL FATTORE PREZZO. Finora, però, l’acquisto
di prodotti biologici, integrali o comunque più naturali era
frenato da scontrini onerosi. Finora, perché come ha affermato
Bill Simon, presidente e amministratore delegato di Walmart Usa,
‘nessuna famiglia deve trovarsi a fare una scelta fra
alimenti salutari e alimenti che si può economicamente
permettere’. E Walmart, ha aggiunto, ‘grazie ai 140
milioni di clienti che visitano ogni settimana i suoi punti
vendita si trova in una posizione unica per garantire alimenti
più sani e nel contempo a portata di tutte le tasche’.

La nuova coscienza ‘green’ del colosso della
distribuzione

Con i suoi 405 miliardi di dollari di vendite nell’anno
fiscale 2010, Walmart è il numero uno mondiale della grande
distribuzione. Presente in 15 Paesi, con 8.700 negozi, 59 insegne
e oltre 2 milioni di dipendenti, ha intrapreso recentemente
un’operazione di completo restyling della propria immagine,
per lasciarsi il più possibile alle spalle la cattiva nomea
conquistata a suon di cause da parte dei suoi lavoratori e di
critiche per la sua politica di espansione nei nuovi mercati
giudicata da qualcuno troppo aggressiva.
ECOLOGIA E FILANTROPIA. Il leader distributivo
si è quindi schierato a favore dell’ambiente, adottando
sistemi di energia rinnovabile e promuovendo anche fra i suoi
clienti prodotti e e soluzioni che riducono i consumi energetici.
E oggi, dopo avere scoperto di avere una coscienza green, il
gruppo sta anche spingendo sulla filantropia, sostenendo le
organizzazioni che danno una mano a chi ha soffre la fame: non
nei Paesi poveri, ma nella civilizzatissima America.