Washington in pressing

Federica Zoja
06/10/2010

Colonie israeliane, gli Usa premono per una moratoria.

Gli Stati Uniti vorrebbero spingere Israele ad accettare una proroga di tre mesi alla moratoria sulla costruzione degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, scaduta il 26 settembre.Lo ha riferito al quotidiano israeliano Jerusalem post il 6 ottobre un alto funzionario dell’Autorità nazionale palestinese a Ramallah.
«Questa non è una cattiva proposta, ma bisogna vedere se gli americani saranno in grado di fare pressioni su Netanyahu  per fermare le costruzioni negli insediamenti» ha riferito il funzionario chiedendo di rimanere anonimo.
Intanto l’Anp ha fatto sapere che la sua posizione sarà contraria alla prosecuzione dei colloqui in caso di mancata proroga della moratoria ha ottenuto l’appoggio di Egitto, Giordania e altri Stati della regione ancor prima che la Lega dei Paesi arabi si riunisca, venerdì 8 ottobre in Libia, per discutere del futuro dei negoziati diretti fra Israele e Anp, avviati il 2 settembre a Washington.

«Il problema delle colonie è politico»

Per il primo ministro Netanyahu il problema delle colonie è tutto politico: il rinnovo della moratoria sulla loro costruzione, se non si troveranno scorciatoie burocratiche o legislative, necessita dell’approvazione del Forum dei sette, ovvero il gabinetto ristretto di sette ministri strategici.
Chiedendo l’approvazione dei suoi ministri di spicco, fra cui quello per i Servizi di sicurezza e l’energia atomica Dan Meridor, del partito Likud, e il titolare degli Esteri Avigdor Lieberman, del partito conservatore Yisrael Beiteinu, il premier dovrà esporsi di fronte all’opinione pubblica più conservatrice, rischiando la propria popolarità. Messo alle strette da Washington, il primo ministro israeliano ha finora preso tempo.

Moratoria in cambio di armi americane

Secondo quanto riferito dal sito della tv araba Al Jazeera il 6 ottobre, Netanyahu ha già convocato due volte il Forum dei sette ministri e il gabinetto di sicurezza israeliano, senza però affrontare mai il tema degli insediamenti, che rischia di diventare sempre più scottante.
Dal 26 settembre, infatti, le nuove unità abitative erette negli insediamenti sono state 350, fra Giudea e Samaria, e le ruspe non hanno mai smesso di lavorare.Diversi ministri israeliani, fra cui il laburista Yitzhak Herzog, ha riportato invece l’agenzia France presse, hanno reclamato un dibattito all’interno del gabinetto sulla questione e sulle garanzie americane per il futuro dei negoziati.
Secondo alcuni media israeliani, la Casa Bianca ha promesso di fornire a Israele armi sofisticate e di sostenere una presenza militare israeliana nella valle del Giordano per un periodo limitato, dopo la creazione di uno Stato palestinese.