Weidmann in corsa per la Bce cambia idea sulle politiche di Draghi

Il presidente della Bundesbank rivaluta misure come il Omt e il quantitative easing in vista della poltrona all'Eurotower.

19 Giugno 2019 20.04
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Il whatever it takes di Mario Draghi, la promessa che la Bce avrebbe fatto tutto il necessario per salvare l’euro poi sfociata nell’Omt (outright monetary purchases) e successivamente nel quantitative easing? «La Corte di giustizia europea lo ha esaminato e ha determinato che è legale. In più, fa parte delle attuali misure». A dirlo in un’intervista allo Zeit è Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank noto per le sue posizioni da ‘falco‘ che l’avevano portato ad assumere nel consiglio Bce una posizione contraria tanto all’Omt, quanto al successivo quantitative easing. Ora Weidmann, in corsa per la presidenza della Bce e possibile favorito se la Germania non dovesse aggiudicarsi la presidenza della Commissione europea o del Consiglio, si riposiziona. «La mia posizione non aveva una base legale. Era dettata dalla preoccupazione che la politica monetaria sarebbe finita nel vortice della politica di bilancio. Naturalmente, una banca centrale deve agire decisivamente nel peggior scenario, ma data la sua indipendenza, non dev’esserci alcun dubbio che agisce all’interno del suo mandato».

LA BUNDESBANK MINIMIZZA

«Weidmann ha sempre usato argomenti economici o di politica economica, e non ha mai espresso giudizi legali sull’Omt», cioè gli acquisti di titoli sovrani lanciati da Draghi con la famosa frase whatever it takes. La precisazione arriva da una nota della Bundesbank:«Ha sempre affermato che spetta ai giudici decidere. In questo contesto, i commenti di oggi non rappresentano un cambiamento nel suo atteggiamento verso l’Omt», si legge nella nota della Bundesbank. Weidmann è in corsa per la presidenza della Bce, e fra gli argomenti di chi non vorrebbe vederlo succedere a Mario Draghi c’è quello che ha sempre osteggiato le misure chiave del presidente uscente, l’Omt e il quantitative easing.

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