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Whirlpool ha confermato che non vuole chiudere a Napoli

Whirlpool ha confermato che non vuole chiudere a Napoli

Ma nessuno ha ancora scongiurato il vero spauracchio dei lavoratori: la cessione del sito a un soggetto terzo. I sindacati restano in allerta e l’azienda chiede altri quattro giorni di tempo.

12 Giugno 2019 21.03

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Sulla vertenza Whirlpool si pesano bene le parole e si va avanti a piccoli passi. L’azienda ha confermato al ministro Luigi Di Maio e ai sindacati di non voler chiudere lo stabilimento di Napoli, mostrandosi quindi disponibile a ragionare sul proseguimento dell’attività che occupa 420 dipendenti.

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I SINDACATI SI FIDANO POCO

Di Maio si mostra soddisfatto. Ha apprezzato che i pilastri su cui ha aperto la discussione al ministero dello Sviluppo siano stati condivisi dall’azienda e dà per scontato che dal 17 giugno le trattative possano avere esito positivo. Whirlpool ha chiesto infatti altri quattro giorni di tempo prima di illustrare una proposta, ma i sindacati restano in allerta. Al termine di un incontro durato praticamente mezz’ora si mostrano cautamente ottimisti, parlando di «primo passo» e di «spiraglio». Ma dell’azienda continuano a fidarsi poco. Nessuno, infatti, al tavolo istituzionale ha ancora chiaramente scongiurato quello che dall’inizio di questa storia è il vero spauracchio dei lavoratori: ossia la cessione del sito da parte di Whirlpool a un soggetto terzo.

ULTIMA OCCASIONE PER L’AZIENDA DI MOSTRARSI CREDIBILE

«Un non disimpegno non ci basta», ha fatto notare la segretaria nazionale della Fiom Cgil, Barbara Tibaldi, concedendo all’azienda per il prossimo incontro un’ultima occasione di mostrarsi credibile. Della stessa opinione il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco: «Non sarà facile passare da una dichiarazione aziendale generica di disponibilità alla risoluzione effettiva della vertenza». E anche la segretaria nazionale della Fim Cisl, Alessandra Damiani, la pensa così: «Ci sono aperture, ma è tutto da verificare».

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