Wuhan rialza l’allerta: «Restate a casa»

Redazione
03/04/2020

Il segretario del Partito comunista locale Wang Zhonglin: «Il rischio di rimbalzo della pandemia resta alto».

Wuhan rialza l’allerta: «Restate a casa»

I residenti di Wuhan, epicentro del Covid-19, sono stati avvisati sulla necessità di rafforzare «le misure di auto-tutela», restando a casa ed evitando di uscire se non per necessità al fine di scongiurare la ripresa dei contagi. In un comunicato postato sul sito della città, il segretario del Partito comunista locale Wang Zhonglin ha detto che «il rischio di rimbalzo della pandemia resta alto a causa di fattori interni ed esterni». Sono ragioni che spingono a «mantenere le misure di prevenzione e controllo». La città allenterà l’8 aprile lo stop ai viaggi in uscita.

DUE MESI DI MISURE DRACONIANE

Pur se azzerati i nuovi contagi a Wuhan, Wang ha osservato che i compound residenziali dovrebbero restare vigili sul rispetto delle misure contro il coronavirus. L’allerta cade mentre la Cina, che sembra aver messo sotto controllo la pandemia in due mesi grazie alle misure draconiane adottate con il blocco produttivo e agli spostamenti, si prepara a onorare i primi “14 martiri” caduti in prima linea nell’Hubei durante la guerra contro il Covid-19. Il programma prevede, ha riferito la Xinhua, che il 4 aprile sia osservato un silenzio di tre minuti alle 10 locali (le 4 in Italia) in tutto il Paese, mentre «si solleveranno nell’aria le sirene e di clacson delle automobili, treni e navi attenderanno in lutto».

I TIMORI DI UNA SECONDA ONDATA

Pur dichiarata vinta la «guerra», la leadership di Pechino è molto prudente su una seconda ondata, tra contagi di ritorno e asintomatici. Il 2 aprile sono stati registrati 31 nuovi casi, di cui 29 importati (saliti a 870) e due domestici, uno nel Liaoning e uno nel Guangdong. La Commissione sanitaria nazionale ha rilevato quattro ulteriori decessi, tutti nell’Hubei, per totali 3.322. I contagi certi sono cresciuti a 81.620, di cui 1.727 persone ancora in cura e 76.571 dimessi dopo la guarigione. Sono 60 i nuovi asintomatici, di cui 7 importati: attualmente, sono 1.027 i casi sotto osservazione, inclusi 221 dall’estero.