A Wuhan è ripartito il 90% delle imprese

Redazione
06/04/2020

Il vice sindaco esecutivo della città cinese, epicentro della pandemia di coronavirus: «Le operazioni di ripresa sono più rapide e migliori del previsto».

A Wuhan è ripartito il 90% delle imprese

Le operazioni di ripresa del lavoro e della produzione a Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus in Cina, sono «più rapide e migliori del previsto». Lo ha affermato il vice sindaco esecutivo della città cinese, Hu Yabo, durante una conferenza stampa. Secondo Hu, a Wuhan al 4 aprile il tasso di ripresa della produzione delle imprese industriali più grandi aveva raggiunto il 97,2%, mentre nello stesso periodo era tornato in attività il 93,2% delle principali società di servizi.

SALGONO A NOVE I DISTRETTI A BASSO RISCHIO A WUHAN

Il 5 aprile, intanto, un altro distretto di Wuhan è stato classificato come “area a basso rischio” dall’epidemia, secondo quanto ha dichiarato il quartier generale provinciale per la prevenzione e il controllo dell’epidemia di Covid-19. È salito così a nove il numero di distretti a basso rischio presenti a Wuhan, su un totale di 13 distretti. Altri quattro distretti sono classificati come aree a medio rischio. Il 27 marzo, la valutazione del rischio di coronavirus di Wuhan è stata ridotta da “alta” a “media”. Inoltre, la provincia dello Hubei che amministra Wuhan non ha più città o contee ad “alto rischio”.

IL RICORDO DELLE 3.300 VITTIME

Ventiquattr’ore prima, la Cina si era fermata per onorare la memoria delle oltre 3.300 vittime del coronavirus e dei primi 14 ‘martiri’ caduti in prima linea nell’Hubei sacrificando la loro vita nella lotta contro la pandemia. L’intero Paese s’è raccolto in silenzio alle 10 (le 4 in Italia) per tre lunghi minuti, mentre nell’aria sono risuonate le sirene d’allerta cittadine, dei treni e delle navi, e i clacson delle auto. I capi del Partito comunista dell’Hubei e di Wuhan, Ying Yong e Wang Zhonglin, hanno visitato le famiglie di tre martiri «caduti nell’esercizio dei loro doveri»: quella di Li Wenliang, l’oculista di 34 anni morto il 7 febbraio dopo aver contratto il virus e tra i primi ad intuire un collegamento tra le polmoniti anomale di Wuhan e la Sars del 2003, e quelle del capo dell’ospedale di Wuchang Liu Zhiming e dell’agente di polizia Wu Yong.