X accusato di favorire la disinformazione sulla guerra in Israele

Redazione
10/10/2023

Il sistema di controllo del social non riesce a contrastare i post fake sul conflitto, tra cui video di attacchi aerei a Gaza. Un problema aggravato dalla rimozione dei titoli dagli articoli. Elon Musk: «Cercate di stare quanto più vicini possibile alla verità».

X accusato di favorire la disinformazione sulla guerra in Israele

X ancora una volta nel mirino delle critiche. La piattaforma social di Elon Musk è infatti accusata di favorire o comunque non fare abbastanza per contrastare la disinformazione in merito alla guerra in Israele. Il caso ricorda molto da vicino quanto già successo in Ucraina nei primi mesi del 2023, immediatamente successivi all’acquisto del network da parte del magnate di Tesla e SpaceX. La Cnbc ha infatti trovato online dozzine di post chiaramente fake già virali che mostrano alcuni potenziali sviluppi del conflitto, tra cui presunti attacchi aerei israeliani contro Hamas a Gaza. «La quantità di informazioni non confermate promossa da X è diversa da qualsiasi cosa abbia visto nella mia carriera», ha spiegato a Variety il politologo Ian Brenner. Ha aggiunto anche di aver provato a contattare la società americana, senza ottenere alcuna risposta se non una mail automatica riportante «Ora occupato, riprovare più tardi».

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Dai licenziamenti ai titoli degli articoli, le cause della disinformazione su X

Già in difficoltà nel contrastare la diffusione delle fake news, X avrebbe complicato ancor di più le cose con le ultime mosse per aggiornare la piattaforma. Su tutte, alcuni esperti di Variety, Cnbc e Cnn hanno distinto la cancellazione dei titoli dagli articoli condivisi in Rete. Elon Musk ha infatti deciso di «migliorare l’estetica» dei contenuti, lasciando solo un’immagine e l’Url dell’utente nel feed delle notizie. Ciò tuttavia consente ad account fake e Bot, contro cui lo stesso Musk ha detto di voler combattere rendendo a pagamento il social, di creare liberamente contenuti con fotografie e indirizzi web fasulli. Ad aggravare la situazione ci sarebbe poi anche il licenziamento di circa il 50 per cento del team responsabile della lotta alla disinformazione su X voluto dal patron, che avrebbe così leso «l’integrità della piattaforma».

La disinformazione dilaga su X con dozzine di post fake anche sul conflitto in Israele. La risposta Elon Musk: «Stare vicini alla verità».
Il profilo su X di Elon Musk su uno smartphone (Getty Images).

Nel frattempo Elon Musk ha pubblicato su X una serie di post per consigliare i canali da seguire in merito al conflitto in Israele. «Per le informazioni in tempo reale, @WarMonitors e @sentdefender sono eccellenti», ha scritto sul suo profilo, salvo poi cancellare il contenuto. La Cnn ha infatti sottolineato come, soprattutto WarMonitors, abbia in passato condiviso messaggi antisemiti, tra cui un emblematico messaggio «Fatti gli affari tuoi, ebreo» in risposta a un utente. «Elon Musk elogia i bigotti come buone fonti di informazioni», ha postato il reporter Jake Tapper. Parallelamente, il patron di X ha chiesto a tutti gli iscritti di fare attenzione alle notizie, «restando più vicini possibile alla verità, anche per questioni che non piacciono». X, come ha sottolineato Musk, «aspira a massimizzare il segnale/rumore dell’umanità. Intraprendere la strada dell’odio, però, significa fallire».