X multata in Australia per scarso contrasto alla pedopornografia

Fabrizio Grasso
16/10/2023

La piattaforma di Elon Musk ha mostrato carenze nel rilevare, rimuovere e prevenire video e post con abusi sessuali sui minori. Dovrà pagare 360 mila euro entro 28 giorni. Richiami formali anche per Google, TikTok e Twitch.

X multata in Australia per scarso contrasto alla pedopornografia

L’eSafety Commissioner, organismo di vigilanza australiano che si occupa di sicurezza online, ha multato X per insufficiente contrasto alla pedopornografia online. La piattaforma di Elon Musk dovrà pagare 610 mila dollari australiani (circa 360 mila euro) nell’arco di 28 giorni a partire dal 16 ottobre, altrimenti la eSafety si riserverà «la facoltà di intraprendere altre azioni». Stando a quanto riporta il nuovo rapporto dell’autorità nazionale, X avrebbe mostrato carenze «nel rilevare, rimuovere e prevenire contenuti che alimentano lo sfruttamento dei minori, l’estorsione sessuale e la trasmissione di abusi in live streaming». Richiami formali anche per Google, Twitch, YouTube, Discord e TikTok, la più trasparente di tutte.

L'eSafety Commissioner australiano ha multato X di 360 mila euro per insufficiente contrasto allo sfruttamento sessuale sui minori.
Elon Musk, proprietario di X, nel settembre 2023 (Getty Images).

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Dal tempo di risposta alle azioni online, perché X è stata multata

Come si legge nel report ufficiale di eSafety, X non ha risposto ad alcune domande in merito alla gestione dei contenuti pedopornografici sulla piattaforma. Fra queste figurano il tempo di azione a seguito delle segnalazioni degli utenti, le misure adottate per individuare lo sfruttamento sessuale sui minori durante i live streaming e gli strumenti a disposizione per prevenire la comparsa sul web. La società di Elon Musk non ha fornito nemmeno informazioni dettagliate sul personale che si occupa di sicurezza e privacy online, alimentando i dubbi sui licenziamenti del patron dopo la sua acquisizione dell’ottobre 2022. «Non possiamo sperare di combattere questo problema senza una trasparenza significativa delle aziende tecnologiche», ha scritto in una nota ufficiale Julie Inman Grant, commissaria di eSafety. «Ci sono lacune davvero enormi».

Nel suo rapporto, la dottoressa Grant ha spiegato che le piattaforme social non fanno abbastanza contro i «crimini gravi commessi da adulti predatori nei confronti di bambini innocenti». Ha poi ricordato un post di Elon Musk del novembre 2022, in cui aveva dichiarato che il contrasto alla pedopornografia sarebbe stata la «priorità numero 1» della piattaforma. «Non possono essere solo chiacchiere vuote», ha proseguito Grant. «Abbiamo bisogno di vedere risultati tangibili accanto alle parole». Dall’arrivo del patron di Tesla e SpaceX, l’ex Twitter ha infatti diminuito il suo rilevamento proattivo del 15 per cento per tre mesi consecutivi prima di far registrare una lieve risalita. Oltre a X, eSafety ha richiamato all’attenzione anche Google, rea di non utilizzare la propria tecnologia in modo sufficiente. Eccezion fatta per il suo servizio di ricerca, il browser di Alphabet non contrasta adeguatamente gli abusi sui minori sulle app Gmail, Meet e Chat.

Da TikTok a Twitch, la situazione delle altre piattaforme

Sebbene l’attenzione di eSafety si sia concentrata su Google e X, sotto i riflettori ci sono anche piattaforme come Discord – app di messaggistica diffusa negli Usa – ma anche TikTok e Twitch. Il rapporto sul contrasto alla pedopornografia ha registrato dati preoccupanti in termini di tempi di risposta e soprattutto numero di segnalazioni. TikTok afferma di intervenire entro cinque minuti dalle comunicazioni di allarme, Twitch entro otto. Discord necessita di 13 ore, mentre Google e X non hanno fornito indicazioni. Non va meglio se si considerano le lingue analizzate per controllare i contenuti. Google ne copre 71, due in meno del social di ByteDance. Discord invece ne segue appena 29, Twitch soltanto 24 e X addirittura 12.

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