Non solo il crollo del valore di X: perché con Musk l’ex Twitter sta vivendo così tanti guai

Thomas Brambilla
04/01/2024

Il social network, pagato 44 miliardi dal magnate, dopo poco più di un anno è precipitato a 12,5 miliardi. Oltre al licenziamento dell'80 per cento dei dipendenti e all'incertezza sulle policy interne, pesano il duello con l'Ue sulla violazione della legge sui servizi digitali, le accuse di antisemitismo, la concorrenza di Threads. Tutti i problemi della piattaforma.

Non solo il crollo del valore di X: perché con Musk l’ex Twitter sta vivendo così tanti guai

I tempi che sta vivendo X, ormai è chiaro, sono duri e incerti. E oltre al nuovo rapporto di Fidelity sull’enorme perdita di valore commerciale della piattaforma da quando è iniziata la gestione di Elon Musk, che nella giornata del 3 gennaio 2024 ha colto di sorpresa osservatori e analisti finanziari evidenziando una quota al ribasso del 71 per cento, i problemi e le battaglie che sta affrontando il multimiliardario sudafricano alla guida dell’ex Twitter dall’ottobre del 2022 sono molteplici e figli di una gestione che è giudicata oscura, poco incline al compromesso e troppo indipendente.

Non solo il crollo del valore di X: perché con Musk l'ex Twitter sta vivendo così tanti guai
Elon Musk, proprietario di X (Getty).

Musk denunciato pure dagli ex dipendenti di SpaceX

Secondo quanto emerso, il valore di X nel mese di novembre 2023 era di 12,5 miliardi di dollari, dunque più di 30 miliardi persi in un solo anno, calcolando i 44 miliardi sborsati dal magnate per l’acquisto del social network. Le cause principali di questo crollo sono da ricercarsi in alcune scelte amministrative e commerciali fatte da Musk fin dai primi momenti, come per esempio la scelta di cambiare radicalmente nome, un’operazione complessa e pericolosa, oltre all’incertezza costante sulle policy interne di gratuità o pagamento del servizio, lo scontro aperto con gli inserzionisti e la decisione piuttosto controversa di annunciare in maniera fulminea, nell’aprile del 2023, il licenziamento di più dell’80 per cento degli 8 mila dipendenti effettivi dell’azienda, rimanendo con un personale ristretto di 1.500 persone a cui sono stati chiesti frequentemente enormi sacrifici. Tutti elementi in linea con una scarsissima sensibilità sui diritti sindacali evidenziata anche dalle denunce di ex dipendenti di SpaceX e di una agenzia del lavoro statunitense.

Disinformazione, rischio di multe fino al 6 per cento del fatturato

Se si indaga più a fondo però, le difficoltà che X sta trovando sul suo percorso sono di diversa natura, e la prima si chiama Commissione europea. Lo scontro con i vertici comunitari va avanti da tempo, ma si è intensificato con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sui servizi digitali (Dsa) nell’agosto del 2023. Si tratta di fatto di una serie di norme che impongono ai colossi del web di adottare precauzioni per contrastare la disinformazione sui social media. In particolare, vengono individuati una serie di limiti vincolanti, anche inerenti alla libertà d’espressione degli utenti, che le aziende dovranno rispettare per rimanere attive e, in caso di mancata adesione, sono previste multe fino al 6 per cento del loro fatturato globale.

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La gigantesca X piazzata sul tetto della sede del social network (Getty).

Procedura di infrazione per violazione della legge sui servizi digitali

L’attitudine di Musk però è sempre stata poco incline all’imposizione dall’esterno di vincoli alla libertà di informazione tanto che, dopo diversi confronti mai andati a buon fine con il commissario al mercato interno dell’Ue Thierry Breton, dal 18 dicembre la Commissione europea ha ufficialmente aperto una procedura di infrazione contro X proprio per presunta violazione della legge sui servizi digitali, uno scontro che non promette nulla di buono soprattutto in vista delle elezioni europee della primavera del 2024 che potrebbero vedere un dibattito sulla piattaforma viziato da questa dinamica.

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Il commissario al mercato interno dell’Ue Thierry Breton (Getty).

Le accuse di non fermare i messaggi d’odio e di favorire l’antisemitismo

Per gli stessi motivi Musk è stato ripreso e accusato più volte di aver deliberatamente smesso di impegnarsi per fermare i discorsi e messaggi di odio e disinformazione presenti sul suo social da quando ne ha assunto il ruolo operativo, arrivando a essere accusato anche di favorire il dilagare dell’antisemitismo e di fomentare la violenza di Hamas dopo l’attacco condotto il 7 ottobre contro Israele: colpa dell’incremento dei messaggi social in sostegno ai miliziani apparsi su X da parte di diversi utenti e la risposta personale di Musk a un post che accusava gli ebrei di «spingere all’odio verso i bianchi».

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La rimozione del vecchio logo di Twitter, quello con l’uccellino blu (Getty).

Il balletto di posizioni di Musk sulla crisi ucraina

Sulla crisi ucraina invece, nonostante Musk abbia fin dal febbraio 2022 fornito il suo sistema Starlink al Paese invaso per il mantenimento della connessione, ha successivamente spiazzato tutti con un sondaggio da lui pubblicato nell’ottobre 2023 sulle possibili soluzioni al conflitto russo-ucraino, con tanto di lancio di una proposta che prevedeva una Crimea russa de iure e una neutralità ucraina nel lungo periodo: idee corrispondenti in larga parte delle richieste negoziali di Vladimir Putin.

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Threads è un’insidia per X (Getty).

Threads di Meta punta ad arrivare a 140 milioni di utenti attivi

Come se tutto ciò non bastasse, nel contesto europeo si è aggiunta pure la spietata concorrenza che la nuova piattaforma di Meta, Threads, sta facendo nei confronti di X. Il nuovo social è stato lanciato in seguito all’accordo raggiunto fra Mark Zuckerberg e Commissione europea sul rispetto del Dsa in cambio della possibilità per utenti di Meta non iscritti a Threads di visualizzare allo stesso modo i post che vengono pubblicati sulla piattaforma. I tempi di lancio non sembrano affatto casuali e infatti Threads, che secondo un rapporto del Wall Street Journal ha un buon tasso di crescita con possibilità di arrivare a contare 140 milioni di utenti attivi nei prossimi mesi, potrebbe sfruttare il momento di difficoltà di X per sovrastarla presentandosi, proprio come dichiarato da Zuckerberg, in maniera più positiva rispetto alla diretta concorrente.