Non esiste una cura per la Xylella fastidiosa

Non esiste una cura per la Xylella fastidiosa

Secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare alcuni trattamenti sperimentati in questi anni possono ridurre i sintomi, ma non eliminare il batterio.

15 Maggio 2019 16.45

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Non esiste alcuna cura in grado di eliminare il batterio della Xylella fastidiosa, che minaccia non solo piante, mandorli e ulivi dei Paesi mediterranei, ma la maggior parte del territorio dell'Unione europea. Secondo due pareri dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), appena pubblicati, alcuni trattamenti sperimentati in questi anni possono solo ridurre i sintomi, ma non uccidere il batterio. Gli studi fanno il punto sulla fitopatologia che nel giro di sei anni ha messo in ginocchio l'olivicoltura del Salento, in Puglia, estendonsi poi verso Nord fino alla macchia mediterranea del Monte Argentario in Toscana. Focolai sono stati registrati anche in Spagna, Francia, Corsica, Portogallo, Germania e Stati Uniti.

ERADICAZIONE SENZA ALTERNATIVE

L'applicazione tempestiva delle misure imposte dell'Unione europea resta quindi l'unico modo, secondo l'authority, per fermare il contagio. Le simulazioni condotte dal panel Efsa suggeriscono che l'eradicazione potrebbe essere ottenuta anche con un raggio inferiore ai 100 metri, ma solo in caso di diagnosi precoce della malattia, controllo degli insetti vettori molto efficiente per adulti e larve, rimozione immediata delle piante. Il batterio della Xylella, capace di infettare oltre 500 specie vegetali in tutto il mondo con 100 milioni di dollari l'anno di danni calcolati solo sui vigneti californiani, è stato individuato per la prima volta in Europa nel 2013, nel Salento, quale responsabile della sindrome di disseccamento rapido degli ulivi. Qui, secondo stime della Coldiretti, si contano 21 milioni di piante infette e danni per 1,2 miliardi di euro. Per Italia Olivicola, a causa del batterio la produzione si è ridotta del 10%.

CONFAGRICOLTURA INVITA A NON ABBASSARE LA GUARDIA

Intanto il 15 maggio è stato convertito in legge il decreto emergenze in agricoltura. Il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, la ha definito «una vittoria per tutto il comparto agroalimentare italiano», ricordando tra i provvedimenti principali proprio il contrasto alla Xylella e le gelate in Puglia. Ma per Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale olivicola di Confagricoltura, «non bisogna abbassare la guardia» sul batterio e «serve un impegno straordinario di tutti per arginare un male endemico che ha già pesantemente compromesso l'olivicoltura pugliese».

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