Yemen, nuovi attacchi Usa contro obiettivi Houti

Redazione
13/01/2024

L'operazione, confermata dal Comando militare centrale americano, «per ridurre la capacità dei ribelli di attaccare i trasporti marittimi». Le Nazioni Unite invitano a evitare un'escalation. E Palazzo Chigi sostiene le azioni dei Paesi alleati.

Yemen, nuovi attacchi Usa contro obiettivi Houti

All’indomani dei bombardamenti americani e britannici contro siti degli Houthi in Yemen, le forze statunitensi hanno lanciato nuovi attacchi contro i ribelli con l’obiettivo di colpire un sito radar. A rendere nota l’operazione, intorno alle 3.45 ora locale di sabato 13 gennaio 2024, è stata una nota del Comando militare centrale degli Stati Uniti (Centcom). «Questo attacco è stato condotto dalla Uss Carney (DDG 64) con missili Tomahawk da attacco terrestre ed è stato un’azione successiva su un obiettivo militare specifico associato agli attacchi effettuati il 12 gennaio per ridurre la capacità degli Houti di attaccare i trasporti marittimi, compresi quelli commerciali». Nelle ultime settimane, la tensione nel Mar Rosso è aumentata proprio con gli attacchi dei ribelli yemeniti contro il traffico marittimo internazionale per solidarietà con la Striscia di Gaza.

L’Onu invita a «non aggravare ulteriormente la situazione»

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato tutte le parti coinvolte «a non aggravare ulteriormente la situazione, nell’interesse della pace e della stabilità nel Mar Rosso e nella regione in generale». Lo ha riferito il suo portavoce Stephane Dujarric.

Palazzo Chigi sostiene le operazioni dei Paesi alleati

Intanto Palazzo Chigi ha diffuso un comunicato in cui condanna con fermezza i ripetuti attacchi degli Houthi a danno di navi mercantili nel Mar Rosso e conferma il proprio deciso sostegno al diritto di libera e sicura navigazione, in linea con le norme internazionali: «A fronte del comportamento inaccettabile degli Houthi, l’Italia sostiene le operazioni dei Paesi alleati, che hanno il diritto di difendere le proprie imbarcazioni, nell’interesse dei flussi commerciali globali e dell’assistenza umanitaria». E ancora: «È essenziale garantire la sicurezza del Mar Rosso, prevenendo e contrastando azioni di destabilizzazione che non sono nell’interesse né degli attori locali, né della comunità internazionale. È fondamentale evitare un ulteriore innalzamento del livello di tensione nella regione».