YouTube, nuove regole per le nudità in allattamento e danze sensuali

Fabrizio Grasso
17/11/2023

Le novità riguardano la monetizzazione pubblicitaria dei filmati. Sarà consentita infatti per quelli che mostrano il seno delle madri assieme ai bambini e balli come twerking e grinding. Spazio anche per abiti succinti purché non sessualmente espliciti.

YouTube, nuove regole per le nudità in allattamento e danze sensuali

YouTube ha allentato le sue regole in merito alla monetizzazione dei video che contengono nudità. L’elenco dei filmati idonei per generare introiti pubblicitari infatti comprende anche quelli che mostrano i capezzoli del seno durante l’allattamento e le immagini che presentano danze sensuali come il twerking e il grinding. La piattaforma di proprietà di Google ha anche rilasciato una clip dove Conor Kavanagh, responsabile per le politiche di monetizzazione, spiega nel dettaglio i principali aggiornamenti relativi alle linee guida per tutta la community. Restano infatti importanti restrizioni, soprattutto per quanto riguarda i filmati che mirano a enfatizzare contenuti sessualmente espliciti e volgari.

Monetizzazione attiva per i video che mostrano nudità durante l'allattamento oppure per le danze twerking e grinding. Le regole di YouTube.
YouTube ha modificato le sue linee guida per la community (Getty Images).

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Dall’allattamento al twerking, le nuove linee guida di YouTube sulle nudità

Come si legge sul blog ufficiale della piattaforma, nonostante l’allentamento YouTube ha mantenuto alcune restrizioni importanti. Per quanto riguarda l’allattamento, infatti, è fondamentale che nel video sia presente un bambino. In tal caso, sarà possibile monetizzare anche se nell’inquadratura sono visibili i capezzoli, prima invece vietati. Passando invece ai filmati coreografici di danza, la piattaforma ha deciso di consentire anche il twerking e il grinding oltre a una serie di «balli sensuali». Resteranno però interdette inquadrature intenzionali e ricorrenti di seno, glutei e genitali, movimenti che imitano l’atto sessuale nonché un vestiario «estremamente minimal». YouTube non ha però specificato quali siano i limiti per definire l’abbigliamento consono o meno alla monetizzazione online. «Come sempre, tutti i contenuti dovranno rispettare le regole della community», ha concluso Kavanagh.

Per quanto riguarda la nudità in generale, invece, non ci sono limitazioni per quanto riguarda espressioni di stampo artistico come sculture, schizzi e bozzetti nonché immagini al computer che coinvolgono le intimità illustrate. Consentiti anche abiti traslucidi o trasparenti per seni e décolleté femminili, glutei e torsi maschili «a patto che siano in contesti appropriati come passerelle di moda, esami medici e spiagge». È possibile poi mostrare anche il fondoschiena con vestiti trasparenti purché non rappresentino «il punto focale del video» e non siano «indirizzati per un contenuto sessualmente esplicito». Esclusi dall’elenco filmati, documentari e reportage legati all’industria del sesso, alle sex worker o contenenti immagini pornografiche. Nella danza, si bandiscono infine twerking e grinding se uno dei partner mette le mani sotto i vestiti dell’altro oppure ci sia uno zoom deliberato sulle parti intime.