Zaha Hadid è morta

31 Marzo 2016 15.57
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L’architettura contemporanea  perde la sua First
Lady.
È morta a 65 anni Zaha Hadid, resa celebre da progetti
futuristici come, tra gli ultimi, lo stadio del nuoto dei Giochi
di Londra 2012 e il Maxxi di Roma.
A stroncarla un infarto all’ospedale di Miami, dove era in
cura per una bronichite.
PRIMA DONNA A VINCERE IL PRITZKER. Zaha Hadid
era nata a Baghdad e aveva studiato a Beirut e Londra. Era stata
la prima donna a vincere nel 2004 il prestigioso Premio Pritzker,
considerato il Nobel dell’architettura, e nel Regno Unito la
Medaglia d’oro del Royal institute of british architects.
I suoi iconici edifici, progettati in uno studio apparentemente
modesto nel quartiere hip di Clerkenwell a Londra, erano stati
commissionati in tutto il mondo: dall’Heydar Aliyev centre di
Baku in Azerbaijan a un condominio extralusso lungo il parco
della High Line di Manhattan, dagli impianti Bmw di Lipsia alle
stazioni della funicolare di Innsbruck e la Guangzhou Opera House
in Cina.
«È con grande tristezza che confermiamo la sua morte
improvvisa», si legge nel comunicato dello studio Zaha Hadid
architects che la definisce «la più grande architetto donna del
globo».
DIFFICOLTÀ AD AFFERMARSI. Essendo donna, ma
anche per l’approccio rivoluzionario all’architettura e
la particolare complessità dei suoi progetti, la Hadid aveva
fatto fatica ad affermarsi in Gran Bretagna e per molti anni
aveva fatto fatica a ricevere commissioni. Il suo disegno per
l’Opera House di Cardiff era stato clamorosamente bocciato
negli Anni 90 e l’archistar non era riuscita a tradurre un
progetto in realtà fino a quando non aveva ricevuto la commessa
per il Museo dei trasporti di Glasgow, ultimato nel 2011.
Ma anche l’estate scorsa il disegno dello stadio per i giochi
di Tokyo 2020 era finito su un binario morto tra polemiche sui
costi: sarebbe stato il più caro della storia con un cartellino
del prezzo da 2,5 miliardi di dollari.

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