Cosa c’è dietro il successo di Zelensky alle elezioni in Ucraina

01 Aprile 2019 07.10
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È arrivata l’onda verde. Quella di Volodymyr Zelensky, il comico che ha promesso di spazzare tutto lo sporco che c’è in Ucraina e per questo è stato votato in massa dai suoi connazionali.

Al primo turno delle elezioni presidenziali ha staccato tutti, lasciando l’attuale capo di Stato Petro Poroshenko e l’ex premier Yulia Tymoshenko a debita distanza, conquistando praticamente il doppio dei voti rispetto ai suoi rivali che nemmeno insieme l’avrebbero sconfitto. Guardando la distribuzione del voto, l’Ucraina di oggi è una grande macchia verde, il colore del nome e di battaglia di Zelensky. Primo in quasi tutte le regioni, se si eccettuano un paio di puntini all’Ovest, dove prevale il bordeaux di Poroshenko, e all’Est, dove è l’azzurro del candidato filo russo Yuri Boiko a dominare.

Zelensky non è proprio un uomo nuovo. O meglio lo è nella politica, ma in realtà la sua popolarità era già molto alta anche prima di candidarsi

Un plebiscito a favore del giovanotto poco più che 40enne, popolare cabarettista, per nulla avvezzo alla politica. Solo lo scorso dicembre ha annunciato di volersi candidare e subito si è capito che avrebbe avuto gli ucraini dalla sua. Sondaggi alle stelle, sempre davanti ai grandi vecchi, quelli che da più di 20 anni dominano la scena, primi innanzitutto proprio Poroshenko e Tymoshenko. Zelensky non è proprio un uomo nuovo. O meglio lo è nella politica, ma in realtà la sua popolarità era già molto alta anche prima di candidarsi. Lo show che lo ha lanciato, quello in cui incarna un insegnante che si trova improvvisamente a fare il capo di Stato (il titolo è Servitore del popolo) è stato sicuramente decisivo, non si tratta però di un miracolato o di casi fortuiti. Ha sfruttato abilmente la voglia di cambiamento degli ucraini e ha avuto intorno a sé una squadra molto abile, anche in questo caso non nomi nuovi, ma ex alleati e consiglieri proprio di Poroshenko, a partire da due ex ministri, Aivaras Abromavicius e Olexander Daniliuk, per passare al giornalista investigativo Sergei Leshchenko. Disillusi e pentiti, hanno cambiato cavallo in corsa, anche se non ci voleva molto per capire che le promesse del re del cioccolato erano quelle di un marinaio.

LA FACCIA PULITA E LA CAMPAGNA SOCIAL

Soprattutto, Zelensky ha avuto dalla sua il favore degli oligarchi che hanno avuto qualche problema con l’attuale presidente. In primo luogo Igor Kolomoisky, il proprietario delle televisioni che lo hanno fatto diventare una star e hanno contribuito alla vittoria al primo turno. In realtà ha condotto una campagna tranquilla, mezza intervista e zero dibattiti, puntando sì sui social media e le nuove tecnologie, ma soprattutto sulla sua faccia pulita. Molte ambizioni, dal rilancio dell’economia alla lotta alla corruzione, poca concretezza. Il vantaggio di aver di fronte gente che negli ultimi cinque lustri ha combinato solo danni gli ha facilitato il gioco. E così anche per il ballottaggio del 21 aprile rimane lui il favorito. Contro chi è ancora da vedere, visto che per il secondo posto la lotta rimarrà serrata fino all’ultimo voto conteggiato, compresi quelli degli ucraini all’estero, e Tymoshenko, nel caso fosse relegata al terzo posto, ha già parlato di brogli, manipolazioni e possibili ricorsi.

TYMOSHENKO PRONTA AD APPOGGIARE ZELENSKY

In ogni caso Zelensky, a meno di ribaltamenti giganteschi dell’opinione pubblica nelle prossime tre settimane, ha grandi chance di entrare nel palazzo presidenziale di via Bankova a Kiev. Ammesso e non concesso alla stato attuale che i due sfidanti saranno Zelensky e Poroshenko, la sfida è molto dura per il presidente uscente. Innanzitutto perché Poroshenko ha in ogni caso il problema Tymoshenko, nel senso che l’eroina della rivoluzione arancione del 2004 consiglierà ai suoi elettori di votare per Zelensky, in cambio magari del posto di primo ministro del nuovo governo. E lo stesso faranno con grande probabilità alti candidati, a partire dal quarto classificato, Boiko. E poi perché l’elettorato, soprattutto coloro che il 31 marzo non sono andati a votare, circa il 40 %, ha la vera occasione per dare una spallata al vecchio presidente e aprire una nuova strada. Nel caso in cui Tymoshenko arrivi seconda il discorso non cambierebbe: Zelensky rimane il favorito.

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