Cosa ha detto Zingaretti alla direzione del Pd

Redazione

Cosa ha detto Zingaretti alla direzione del Pd

Il segretario in direzione nazionale: «Basta dibattiti astratti tra dirigenti». Sì a una riforma del Csm. L'avversario da battere? Una Lega «per alcuni versi peggiore del peronismo».

18 Giugno 2019 12.24
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Nicola Zingaretti ha lanciato un appello all’unità del Pd nel corso della direzione nazionale del partito, dopo giorni carichi di tensione per le nomine della nuova segreteria e il caso Lotti. I renziani, rimasti a bocca asciutta, sono sul piede di guerra. Ma Zingaretti, nella sua relazione iniziale, ha chiesto a tutti di «ricostruire un clima di fiducia», evitando «dibattiti astratti tra dirigenti».

LA RESPONSABILITÀ DI DARE LA LINEA POLITICA

«Non affossiamo i primi segnali di ripresa nel Pd», ha aggiunto Zingaretti, «l’azione deve essere rivolta tutta all’esterno» perché il vero avversario è «la destra in ascesa». Non un appello «ai buoni sentimenti, ma la costruzione di una linea politica» di cui il segretario sente «tutta la responsabilità».

«NESSUNA VOLONTÀ DI ESCLUDERE I RENZIANI»

Ma l’esclusione dei renziani dalla segreteria pesa. E Zingaretti ha affrontato l’argomento: «Non c’è stata alcuna volontà di esclusione, che sarebbe stata in contraddizione con la ricerca della condivisione di cui ho parlato all’inizio. Abbiamo valutato collegialmente che non esistevano le condizioni politiche per un pieno coinvolgimento delle minoranze».

LA RIFORMA DEL CSM

Quanto al caso Lotti, Zingaretti ha detto di averlo ringraziato perché «anche se non indagato ha deciso di autosospendersi» dal Pd. Ma lo scandalo toghe al Csm «offre un quadro inquietante che necessita ora una iniziativa politica», ovvero di una riforma legislativa. La politica «ha il diritto di concorrere alla composizione del Csm, come previsto dalla Costituzione. Può avere un’interlocuzione, ma non interferire sul suo funzionamento».

«LEGA PERONISTA, M5S CONFUSO»

Il governo M5s-Lega, d’altra parte, secondo Zingaretti «di fatto non c’è più, non so quanto durerà». La Lega «è una forza illiberale, nel suo cuore padronale, ma popolaresca nei modi. Una forma originale europea per alcuni versi peggiore del peronismo. È la forza della diseguaglianza sociale». Mentre il M5s «mi sembra in stato confusionale, del tutto subalterno alla Lega e non credo che il suo gruppo dirigente abbia gli strumenti per invertire la rotta».

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