Zingaretti contro Renzi: «Il Pd resti unito»

Il segretario dem ribadisce il suo no a un governo di scopo con il M5s: «Di fronte ai pericoli per la democrazia sarebbe sbagliato dividersi e consegnare l'Italia alla destra».

12 Agosto 2019 13.03
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Continua la battaglia nel Pd tra il segretario Nicola Zingaretti, pronto a elezioni anticipate, e Matteo Renzi il quale dopo aver chiuso le porte per mesi al Movimento 5 stelle e a ogni ipotesi di intesa, si è detto favorevole a un governo di scopo anche a costo di spaccare il partito formando i gruppi parlamentari di Azione civile.

FONTI DEM SEMENTISCONO LA SPACCATURA

Nel corso del pomeriggio fonti parlamentari della maggioranza Pd hanno smentito la possibilità di una fuorisciuta dell’ex sindaco di Firenze: «La proposta di Matteo Renzi di fare un governo per la manovra è sostanzialmente fallito: non ne parla nessuno e ha avuto l’effetto paradossale di compattare la maggioranza. E anche sul progetto annunciato di scissione fatto uscire sui giornali e non smentito, non c’è stata nessuna adesione, nessuno è venuto allo scoperto». «L’appello all’unità», hanno aggiunto le stesse fonti, «in questo senso sembra aver funzionato, visto che i renziani non parlano più di scissione».

ZINGARETTI: «NO REGALI A UNA DESTRA PERICOLOSA»

«Non è credibile l’ipotesi di un governo per fare la manovra economica e portare poi alle elezioni, sarebbe un regalo a una destra pericolosa che tutti vogliono fermare», ha detto senza mezzi termini Zingaretti in attesa dell’incontro con i capigruppo dem al Senato Andrea Marcucci e, in rappresentanza del presidente dei deputati Graziano Delrio, il segretario d’Aula e membro del consiglio di presidenza della Camera Enrico Borghi. Il colloquio serve a fare un punto in vista delle riunioni dei capigruppo di Camera e Senato fissata per le 16 del 12 agosto.

Matteo Renzi è contro le elezioni anticipate.

L’APPELLO ALL’UNITÀ DEI DEM

Il segretario Pd ha poi fatto un appello all’unità: «Di fronte ai pericoli che ci sono per la democrazia sarebbe sbagliato in questo momento dividersi, perché significherebbe consegnare l’Italia alla destra. Dobbiamo combattere forti e uniti», ha ribadito. «Siamo agli inizi di un percorso difficile, ci sarà una crisi di governo i cui tempi e modi saranno decisi nelle prossime ore, poi ci sarà il Presidente della Repubblica Mattarella, non Salvini, che deciderà tempi e scadenze. Per quel che ci riguarda ci saranno i luoghi previsti dalle nostre regole per discutere insieme le scelte da fare. Proprio ora che ci sono pericoli per la democrazia la cosa più importante è l’unità». Zingaretti ha poi aggiunto: «Apriamo la crisi e vedremo con Mattarella quale è la forma migliore più seria e credibile per salvare l’Italia».

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CALENDA: «LA SCISSIONE NEL PD C’È GIÀ»

Contrario alla linea renziana anche Carlo Calenda. «La scissione nel Pd già c’è. Ormai è un dato di fatto», ha detto a Circo Massimo. «Se Zingaretti avrà il coraggio di farlo, dovrà organizzare un fronte unitario. Se non lo farà, il Pd scenderà al 15% e poi ci sarà una sinistra frammentata». In questo modo, ha messo in guardia l’europarlamentare, «il governo rischia di farsi. E così offriremo un’occasione gigantesca a Salvini». Per l’ex titolare del Mise, «c’è paura da parte di un certo ceto politico di confrontarsi con le elezioni, ma con la paura non si va da nessuna parte. La via maestra resta quella che porta alle elezioni. Alla creazione di un fronte democratico. Stavolta rischiamo di finire fuori dall’Europa, e bisogna che il Paese prenda una decisione». Insomma, per Calenda «votare con il M5s un governo istituzionale che dura sei mesi per poi dare a Salvini il 60% e terremotare il Pd…» non ha alcuna logica se non per Matteo Renzi «che ha bisogno di più tempo per fare il suo partito».


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