Peppino Caldarola

Oddio, ci stiamo perdendo Zingaretti

Oddio, ci stiamo perdendo Zingaretti

Un segretario normale ci avrebbe invaso di idee, di proposte, di iniziative per riformare il partito, restituendo agli elettori del Pd la dignità di votare per una forza politica senza mascalzoncelli. Invece non accade.

14 Giugno 2019 10.51

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Ci stiamo perdendo Nicola Zingaretti. Per carità, lui è ancora là dove l’avevamo visto l’ultima volta, pacioso e sorridente, ma ci stiamo perdendo il segretario del Pd. Dopo tanti mesi dalle primarie e dopo risultati elettorali dignitosi era giusto sia dargli tregua, sia aspettarsi che lui non la desse a noi. Un segretario normale ci avrebbe invaso di idee, di proposte, di iniziative per riformare il partito, avrebbe reagito a ogni incidente rovinoso (il caso Lotti) restituendo agli elettori dem la dignità di votare per una forza politica senza mascalzoncelli. Insomma avevamo il diritto di essere diretti. Invece non accade.

ZINGARETTI NON SBAGLIA NULLA PERCHÉ NON FA NULLA

Zingaretti non sbaglia una mossa perché non ne fa alcuna. La periferia ribolle? Lui tace. Prendete il caso Puglia dove, con tutta evidenza, c’è una vera fronda contro Michele Emiliano che mostra la lungimiranza di chi ha capito che il presidente della Regione è alla frutta. Zingaretti potrebbe sostenere il suo collega o sostenere quelli che lo vogliono disarcionare. Invece tace. Tace anche sull’Umbria dove abbiamo assistito alla buffa vicenda di Catiuscia Marini. E altri silenzi ancora si possono registrare.

CONTRO I GOVERNICCHI VOTO IMMEDIATO

Nella battaglia politica nazionale Zingaretti ha detto di non immaginare governicchi se cade questa accozzaglia di incapaci che occupa la sede principale della Repubblica. Vuole il voto immediato. Credo che abbia ragione. Tuttavia il voto immediato richiede due cose immediate: la prima è la definizione della bandiera elettorale, intesa come un corpus di idee su cui costruire la propria immagine verso chi dovrebbe votare il Pd e non altri; la seconda è dire con chi si va al voto. Il voto europeo era stato preceduto dalla fanfara delle liste unitarie e poi il Pd ha fatto tutto da solo, non per propria colpa. Al voto politico si accennerà a un tentativo di abbraccio con i cosiddetti moderati e con una parte dei radical? Sarebbe bello capirlo ora, così c’è tutto il tempo per smaltire un dibattito che sarà lungo, faticoso e pieno di inevitabili cazzate (fra cui, prometto, non mancheranno le mie).

IL SEGRETARIO DEL PD STILI UN MANIFESTO ANTI-DESTRA

Zingaretti, invece, tace e non acconsente. Ci sorride fiducioso, quasi in attesa che il voto torni a sinistra per un processo ineluttabile. È del tutto evidente che la Lega non ha raschiato il fondo del barile. Il berlusconismo può dare ancora altri consensi al ministro dell’Interno. I cinque stelle moriranno con successivi spasmi e solo una crisi del Pd potrebbe ridar loro una centralità. Zingaretti a questo punto dovrebbe fare un vero manifesto anti-destra con le cinque ragioni per cui Matteo Salvini, che sia fascista o no (roba su cui lascerei perdere), è un pericolo anche per gli elettori leghisti che al Nord sono tutti cittadini che lavorano a differenza di Salvini e dei leghisti del Sud che sono notoriamente fannulloni e vanno con chi vince. Zingaretti dovrebbe spiegare a quella parte del proprio partito che smania dalla voglia dell’inciucio con Roberto Fico, Alessandro Di Battista e altri “minolli” che l’elettorato pentastellato o va all’astensione o va alla destra, solo in pochi vengono o ritornano a sinistra. Verrebbero o tornerebbero a sinistra se a sinistra ci fosse vita vera, anche liti, ma vita vera. Zingaretti sta avendo una sorte migliore dei suoi predecessori perché, a parte alcuni renziani scappati di casa, in pochi lo contestano. Questo però non è consenso, è solo tregua. Prima della tempesta.

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Commenti: 9

  1. Chi non fa, non falla!!

  2. Zingaretti ha vinto il congresso del PD senza affrontare il vero e grande problema di quel partito: e cioè se tutto il tracollo elettorale andava attribuito o meno al male supremo e cioè a Matteo Renzi. Non si sfugge dai problemi, che ti aspettavi, Peppino?

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