Zingaretti rilancia la sua candidatura a segretario del Pd

Zingaretti rilancia la sua candidatura a segretario del Pd

02 Settembre 2018 19.03
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Nicola Zingaretti ha provato a dare una scossa al Pd e in vista del congresso nel quale si candiderà a segretario guadagnandosi l'ovazione della platea di AreaDem, la potente corrente di Dario Franceschini e Piero Fassino. Se non è un endorsement poco ci manca. «Possiamo farcela se cambiamo, ne sono convinto», ha scandito il governatore del Lazio a Cortona (Arezzo), spingendo a rifondare il partito e facendo appello agli italiani affinché partecipino al cammino.

NESSUNA ALLEANZA CON IL M5S

Le alleanze sono necessarie, «non é vero che tutto ciò che non é Pd è nemico del Pd», ha affermato Zingaretti . «Alleato é una bellissima parola». Ma niente accordi con M5s. «Li ho battuti due volte», ha ricordato. L'idea el presidente del Lazio è quella di riconquistarne gli elettori senza cambiare nome al Pd. «Queste sono caricature», ha detto liquidando il tema. Nella Toscana etrusca i dem convocati dall'ex ministro della Cultura Franceschini si sono ritrovati per tre giorni a parlare e a fare autocritica per tentare di ripartire, per non sparire come quella civiltà misteriosa.

BASTA CON AVENTINO E SUPERIORITÀ MORALE

«Ossigeno» é il dibattito secondo Franceschini, che a fine intervento ha abbracciato Zingaretti. «Ce la possiamo fare», gli ha detto dal palco. Il pranzo del giorno prima con il segretario Maurizio Martina è un altro segnale. «Non torniamo a quel fastidiosissimo senso di superiorità morale, che dà fastidio a pelle, é uno dei mali della sinistra», ha implorato Franceschini. E basta con l'Aventino, come spettatori e gufi. «Sono finiti i popcorn, non si possono mangiare più», ha avvertito. «Avremmo potuto fare molto per evitare l'alleanza populista, invece abbiamo gettato il M5S in braccio a Salvini».

DIVENTARE IL PRIMO PARTITO ANCHE NEL WEB

L'obiettivo è inserirsi nelle contraddizioni tra cinquestelle e Lega. «Dobbiamo combattere, altro che subalternità», ha incalzato Zingaretti. «È subalterno chi nella battaglia interna usa gli stessi strumenti che critichiamo nei cinquestelle». Gli accenni critici al renzismo abbondano, ma nessuno ha nominato il Rottamatore. Il presidente del Lazio ha promesso «crescita ed equità per riconquistare il nostro popolo» e che punterà sui giovani. Anche sul web: «Voglio un partito che nella Rete sia il migliore». Ma niente alleanze con M5s, in risposta ai timori dell'ex ministro Carlo Calenda, iscritto post 4 marzo al Pd. «Voglio parlare con chi ci ha abbandonato», ha precisato Zingaretti. L'appuntamento per lui sarà il 13 e il 14 a Roma per la convention che lancerà la sua candidatura alla guida del Pd. Per il partito tutto, sempre nella capitale, la prova della piazza il 29 contro il governo.

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