Zio Sam ti spia

Francesca Rolando
22/12/2010

I cittadini americani sono sorvegliati da 4.058 agenzie.

Zio Sam ti spia

L’America si è svegliata, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 contro New York e Washington, una nazione sospettosa. Fin troppo. Molti i cambiamenti che sono stati effettuati in nome della lotta al terrorismo. Gli Stati Uniti di oggi assomigliano sempre più alla società descritta da George Orwell nella sua opera più famosa, 1984. Una coltre tentacolare di sorveglianza si estende lungo tutto il Paese, senza risparmiare nessuno. A rivelarlo, il Washington Post nell’inchiestaMonitoring America, che ha svelato come cittadini americani e residenti stranieri siano strettamente sorvegliati. Un’indagine durata mesi, basata su oltre 1.000 documenti e su un centinaio di interviste.
LA RETE SEGRETA. Il quadro che appare è a dir poco inquietante: una rete segreta, fino a qualche anno fa inimmaginabile, di ben 4.058 organizzazioni federali, statali e locali (leggi i dettagli su The News Tribune) tutte impegnate in prima linea nella lotta contro il terrorismo.
Stando al quotidiano americano, almeno 935 di queste organizzazioni sono state create dopo l’11 settembre o sono diventate in qualche modo implicate nella lotta al terrorismo. «Nessuno è davvero in grado di misurare i costi di questa immensa organizzazione», ha scritto il Washington Post. Secondo il quotidiano americano, «nove anni dopo gli attacchi terroristici del 2001, gli Stati Uniti hanno messo insieme un enorme organizzazione di rilevamento di informazioni e di dati che riguardano i cittadini americani, collaborando con Fbi, polizia locale, uffici del dipartimento della sicurezza interna (Homeland Security) e agenti che si occupano di crimini dell’esercito» ha scritto il Washington Post.

Su 162 mila attività monitorate, cinque arresti

«Si tratta di un’organizzazione tentacolare, che supera qualsiasi altra del Paese per importanza. Indubbiamente quella tecnologicamente più sofisticata nella storia degli Stati Uniti» ha raccontato il giornale. Raggruppa, archivia e analizza le informazioni che riguardano migliaia di cittadini e residenti americani che nella maggior parte dei casi non sono stati accusati di alcun crimine. L’obiettivo del governo è che tutte le agenzie incaricate di matenere l’ordine a livello locale e statale “nutrano” Washington di informazioni che possano servire alle operazioni antiterrorismo dell’Fbi» ha aggiunto il quotidiano.
IL GUARDIANO DELL’FBI. L’inchiesta è arrivata a conclusioni a dir poco allarmanti. Innanzitutto si è scoperto che tecnologie e le tecniche utilizzate sul campo di battaglia in Iraq e in Afghanistan sono oggi in mano alle forze dell’ordine e alla polizia americana. Ma anche che l’Fbi ha istituito una banca dati chiamata Guardian (letteralmente, “custode”), che contiene migliaia di nomi di cittadini americani e di residenti i cui comportamenti hanno destato anche solo qualche minimo sospetto (ma non sempre).
SOLO 103 LE INCHIESTE REALI. Un database con migliaia di informazioni strettamente personali su ignari individui, accessibile a un numero sempre maggiore di forze dell’ordine e di investigatori. Il rischio, ha denunciato il quotidiano, è che questi dati sensibili vengano resi in futuro di dominio pubblico. All’inizio di  dicembre, il “custode” racchiudeva 161.948 rapporti di “attività sospette” (leggi i dettagli sul Washington Post). Di questi documenti, solo 103 rapporti hanno portato a inchieste approfondite, come l’arresto (finalmente) di cinque persone.