Zizkov è il quartiere ribelle di Praga

Redazione
18/02/2015

Praga, Republica Ceca. Maschere al Carnevale di Zizkov sotto alla torre della televisione (Gety Images). Prendete il Ponte, gli scorci...

Praga, Republica Ceca. Maschere al Carnevale di Zizkov sotto alla torre della televisione (Gety Images).

Prendete il Ponte, gli scorci romantici e silenziosi della Città Vecchia, le vette gotiche della Cattedrale di San Vito e mettetele da parte. A qualche fermata di tram dal cuore bello e famoso di Praga, la capitale degli alchimisti, delle taverne e del barocco cambia volto, facendosi dura, sovietica, berlinese. Benvenuti a Zizkov, ultima frontiera della città di Kafka. Qui, nella prima periferia praghese, le suggestioni dell’autore de Il Processo sono ben lontane, i turisti più radi, la classe operaia ancora predominante. Siamo nel fulcro ‘rosso’ della città della Primavera anti-sovietica, in un reticolo disordinato di strade dominato da palazzi novecenteschi spesso ancora da restaurare, e sviluppatosi, negli ultimi anni, all’ombra dell’inquietante Torre della Televisione, ultimo ‘cadeaux’ dell’Urss prima della caduta del Muro. Zizkov la rossa, Zizkov l’operaia, Zizkov la malfamata. Ma come accede sempre più spesso in Europa, anche il Distretto Municipale Praga 3 ha subito un repentino restyling. Popolandosi di studenti, artisti e nuove tendenze. E diventando, in una manciata di anni, una delle tappe più trendy per il turismo praghese.

IL QUARTIERE DI HASEK E SEIFERT. La storia di Zizkov affonda le sue radici nel condottiero hussita Jan Zizka, eroe della guerra civile boema e del nazionalismo ceco. Il quartiere, 150 anni fa, era in una città indipendente e fu assimilato a Praga solo negli anni Venti, divenendo, dopo la seconda guerra mondiale, uno dei più fedeli al Partito Comunista. Da qui il nomignolo ‘rosso’ affibbiato ad un’area guardata sempre con una certa circospezione dal resto dei praghesi, sia per la cospicua presenza di residenti di etnia rom sia per il suo tradizionale carattere ribelle, che l’ha tenuta sempre un po’ ai margini, anche rispetto alle aree residenziali limitrofe, come la tranquilla Vinohrady. Oggi, tuttavia, Zizkov ha trasformato la sua irrequietezza in dinamismo, avanguardie, o, semplicemente, vita notturna. La zona, del resto, si presentava già in passato come ‘bohemien’, con quel mix di povertà e arte dove crebbero autori cechi celebri in tutto il mondo, dallo scrittore Jaroslav Hasek al poeta premio Nobel Jaroslav Seifert. Fino al terzo millennio, quando Zizkov si è trasformata nell’ultima frontiera di ‘expat’ dall’aria squattrinata e ammaliata dalla decadenza di un quartiere dove splendidi edifici Art Nouveau si alternano a palazzoni in stile sovietico su pittoresche strade in perpetuo saliscendi e solcate, anche di notte, dai celebri tram praghesi.

Praga, Republica Ceca. Il presidente ceco Milos Zeman rende omaggio alle vittime della Prima Guerra Mondiale al memoriale sulla collina di Vitkov (Getty Images).

LA SOVIETICA TORRE DELLA TELEVISIONE. Per chi è forse stanco delle frotte di turisti dal Ponte Carlo, Zizkov rappresenterà una sorpresa piacevolissima, a cominciare dal cimitero Ebraico che da diversi decenni ne rappresenta il confine. Meno antico e meno turistico del cimitero del Ghetto, il Nuovo cimitero ebraico di Zizkov fu costruito nel 1891 e non è certo privo di fascino, con le sue tombe monumentali che costeggiano i silenziosi viali alberati, inclusa quella del suo ‘figlio’ più celebre, Franz Kafka. Celebre è anche il figlio dell’adiacente cimitero Olsany, vasto e settecentesco, dove si trova la tomba di Jan Palach, lo studente-eroe della Primavera del 1969. Da qui, in pochi minuti si arriva a Namasti Podebrad, una delle piazze principali del quartiere, dominata dalla stravagante Chiesa del Sacro Cuore, costruita in mattoni vetrificati e con un enorme orologio. A due passi, invece, c’è una vera e propria istituzione locale: la locanda U Ruzoveho Sadu, che versava birra in piena notte anche durante la censura comunista, e ancora oggi è uno dei luoghi più frequentati di un quartiere che vanta (si racconta a queste latitudini) 300 bar, disseminati in gran parte tra la collina di Vitkov e l’altura della Torre della Televisione. La torre, ingombrante, impressionante anche se artisticamente bruttina nel suo grigio futurismo, fu l’ultimo edificio costruito dai comunisti a Praga, tra il 1985 e il 1992. E’ alta 216 metri, ha tre postazioni panoramiche ed è disseminata da inquietanti sculture (di David Cerny) dalla sagoma di neonati, con dei chip elettronici al posto di bocca, naso e occhi. Il tutto, nel buio della notte, rende l’edificio simile ad una spaventosa astronave.

IL CENTRO, VICINO EPPURE LONTANO. Per chi vuole un assaggio della storia di Praga, resta da ammirare l’enorme statua di Zizka situata in cima alla collina di Vitkov, alle spalle della quale c’è il poderoso memoriale della nazione. Tutto molto grande e sovietico, quasi a contrapporsi alle strade che popolano i piedi della collina. Costeggiate da eleganti e decadenti edifici in stile Mucha, con cortili nascosti e affascinanti, le vie di Zizkov sono uno scrigno di Europa dell’Est sopravvissuto al Terzo Millennio, che ha portato bar e ristoranti alla moda e gallerie d’arte, senza però stravolgere l’animo ‘bohemien’ e appartato del quartiere. Tanto che ancora oggi come anni fa, il Palac Akropolis, con il suo decadente Art Decò, resta lo spazio culturale più acclamato di Zizkov. E l’anima popolare del luogo sta anche in quelle 20 squadre di calcio che, solo 40 anni fa, animavano un’area di soli 60mila abitanti. Oggi ne resta solo una, il Viktoria Zizkov. La sua tifoseria è tra le più esuberanti e temute in Repubblica Ceca e il suo vecchio stadio domina la via Seifertova, una delle arterie più belle. Solcata da romantici tram, popolata di giorno e ad alto tasso alcolico di notte, la strada è il principale collegamento al centro di Praga. Piuttosto vicino, eppure lontano anni luce dalla ribelle Zizkov.

Praga, Republica Ceca. Il locale U vystřelenýho oka (All’occhio accecato), chiamato così in onore di Jan Zizka, condottiero hussita eroe della guerra civile boema e del nazionalismo ceco.

MANGIARE, DORMIRE, ARRIVARE. Dormire a Zizkov è innanzitutto economico. Per una soluzione in linea con l’ambiente, l’allegro Hostel One Prague (doppie da 17 euro a persona) offre stanze private e posti letti in camerate mentre nei dintorni l’Hotel Golden City Garni e il Victoria Hotel sono due alberghi puliti e non pretenziosi, ospitati in edifici di inizio Novecento e con doppie da 35 euro. Per chi dorme in centro e si limita a un’incursione serale, la scelta dei ristoranti è vasta. Tra gli indirizzi più trendy ecco Kredenc, su Seifertova, locale nuovo di zecca (15 euro circa) che propone piatti tipici, dalle zuppe allo stufato di carne, con un ricco menù anche per i vegetariani. Per immergersi nell’atmosfera della ‘rossa’ Zizkov ecco il leggendario U vystřelenýho oka (All’occhio accecato, chiamato così in onore di Jan Zizka, vedi sito) per una serata ad alto tasso alcolico. Tavoli sociali, clienti di tutte le età ed origine, musica rock di sottofondo e l’alta probabilità che alla fine si finirà a cantare assieme agli altri. Chi parte da Roma o Milano può prendere un volo EasyJet, a prezzi bassi specie se si prenota con anticipo.

PER INFORMAZIONI: Tower ParkZizkov infoOstelliHotel VictoriaU vystřelenýho okaPalac Akropolis – EasyJet